Zuckerberg voleva darsi alla politica, ma senza lasciare Facebook

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News del 12 Dicembre 16 Autore: Stefano Fossati
Mark Zuckerberg pensava nei mesi scorsi di entrare in politica, ma senza cedere il controllo di Facebook. La notizia emerge dalle carte giudiziarie di un processo che ha visto il fondatore e CEO del social network contrapposto a un gruppo di azionisti di minoranza della società, dopo che Zuckerberg aveva proposto e ottenuto un riassetto che diluiva il potere di voto degli azionisti. Secondo i promotori della class action, depositata lo scorso aprile, il CEO avrebbe così “blindato il controllo eterno" della società”.

Grazie alla sua riorganizzazione, come risulta dalle carte, Zuckeberg potrà prendersi due anni sabbatici per "una posizione nel governo o un incarico" politico (forse nell´eventualità di una vittoria di Hillary Clinton alle presidenziali USA), senza perdere il controllo di Facebook. I documenti, diffusi solo nei giorni scorsi, sono in realtà relativi ai progetti pianificati da Zuckerberg all’inizio dell’anno. Stando a quanto riferisce il Guardian, sulla base delle carte processuali il numero uno di Menlo Park e due componenti del consiglio di amministrazione, in uno scambio di sms, parlano di un eventuale incarico governativo di Zuckerberg e di come presentare la proposta agli azionisti senza dare l’impressione che il CEO avrebbe messo un minore impegno nella guida dell’azienda.

Zuckerberg voleva darsi alla politica, ma senza lasciare Facebook - immagine 1

"La questione più grande è come definire questo servizio al governo senza terrorizzare gli azionisti sul fatto che tu ti stia defilando", scriveva a Zuckerberg a marzo il venture capitalist Marc Andreessen, uno dei principali azionisti di Facebook. In passato il fondatore del social network più popolare al mondo, sesta persona più ricca del pianeta, si è occupato in varie occasioni di filantropia ma ha sempre evitato la politica, pur incontrando più volte esponenti repubblicani e democratici dell´amministrazione Obama. Nella recente campagna per le presidenziali statunitensi Zuckerberg si è schierato apertamente a favore di Hillary Clinton, mentre uno dei membri del board di Facebook, Peter Thiel, ha sostenuto Donald Trump. Curiosità della sorte Facebook è stato peraltro accusato di essere una delle principali piattaforme di disinformazione e diffusione di notizie false che avrebbero contribuito al successo del candidato repubblicano.
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