Youtube Adpocalypse, contro i video violenti e razzisti

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News del 19 Giugno 17 Autore: Fabio Ferraro
Youtube è una piattaforma online nata nel 2005, con lo scopo di raccogliere i video realizzati e condivisi da utenti di tutto il mondo. Attraverso un passaparola online, il sito è divenuto in poco tempo popolare. Con l´acquisizione da parte di Google, avvenuta l’anno seguente, sono entrati in gioco inserzionisti pubblicitari che hanno remunerato i videomaker che ottenevano il maggior numero di visualizzazioni.  Grazie a questa piattaforma molti ragazzi sono così riusciti a guadagnare cifre, anche importanti, girando video fra le mura domestiche. Precursori di questa nuova attività lavorativa furono le beauty guru americane che offrivano consigli di make up e alcuni gamer, che svelavano trucchi e segreti dei videogames più famosi.

Dopo qualche anno, il fenomeno prende piede anche in Italia con personaggi dediti all’intrattenimento (quali Willwoosh e Frank Matano) e i videotutorial di Clio Makeup, dedicati al mondo beauty. Negli anni seguenti assistiamo ad una crescita esponenziale di utenti che vogliono emulare il successo dei più famosi  e  produrre dei video amatoriali. Nasce così il fenomeno dei cosiddetti “Youtuber”, ragazzi che tra una pausa pubblicitaria e un’altra raccontano spaccati della loro vita quotidiana, parlano delle loro passioni, si divertono con contenuti demenziali e politicamente scorretti.
Nonostante la forte concorrenza, alcuni riescono ad ottenere consensi in rete, a guadagnare e persino a trovare collaborazioni nel mondo della editoria e della tv.

Youtube Adpocalypse, contro i video violenti e razzisti - immagine 2


Ma  non tutti producono contenuti di qualità, e proprio a causa della diffusione di  contenuti banali, volgari e nei peggior dei casi violenti e razzisti che nasce Youtube Adpocalypse, (crasi tra le parole “Adversing” e Apocalypse”), minaccia che potrebbe far crollare il castello di sabbia su cui hanno costruito la propria carriera milioni di Youtubers.
Le aziende inserzioniste per il  timore di essere ricollegate a contenuti inappropriati, hanno deciso di tagliare i fondi destinati alla piattaforma di Google. Per far fronte a questa scelta, Youtube ha provveduto a cambiare le regole di filtraggio, modificando gli algoritmi che gestiscono i miliardi video condivisi sulla piattaforma. I filtri adottati sono in grado di riconoscere attraverso le immagini e il sonoro gli argomenti trattati, censurando al grande pubblico i video definiti “controversi”, che saranno indicati come “video con restrizioni”. Questo ha comportato un calo delle visualizzazioni e, di conseguenza, minori guadagni per gli Youtubers. Nel frattempo mentre molti di loro cercano di  capire quali cambiamenti apportare per non essere soggetti alla penalizzazione degli algoritmi della piattaforma alcuni  hanno deciso di cambiare portale o chiedere finanziamenti ai propri followers.

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