WhatsApp, non solo chat ora anche pagamenti online

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News del 05 Aprile 17 Autore: Stefano Fossati
WhatsApp sta sviluppando un sistema di pagamento online P2P (person to person) che dovrebbe essere lanciato prossimamente in India. Lo riporta il sito The Ken citando fonti vicine alla società controllata da Facebook. A supporto dell’indiscrezione, il sito sottolinea la presenza, sulla pagina relativa alle opportunità di lavoro in WhatsApp, di un annuncio per la ricerca di un responsabile per le transazioni digitali in India con esperienza in ambito “tecnico e/o finanziario”.

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Se i rumors fossero confermati, la scelta di lanciare il nuovo servizio in India sarebbe motivata da diversi fattori: innanzi tutto questo Paese è attualmente il primo mercato per WhatsApp, con oltre 200 milioni di utenti. Inoltre le transazioni digitali sono particolarmente popolari in India, dove è spesso difficile raggiungere una banca o uno sportello automatico in molte zone rurali remote mentre gli smartphone sono largamente diffusi anche nelle fasce più basse della popolazione.

Il report non specifica se la società preveda di lanciare successivamente il servizio in altri Paesi, tuttavia in numerose occasioni Facebook ha testato in alcune aree geografiche limitate i nuovi servizi legati alle proprie applicazioni, prima di renderli disponibili a livello globale. E’ il caso ad esempio della nuova funzione Storie, ispirata a Snapchat, recentemente lanciata in tutto il mondo dopo un periodo di test in alcuni Paesi, fra cui l’Italia.

I servizi di pagamento integrati nelle applicazioni di messaggistica, pressoché inesistenti nei Paesi occidentali, sono invece popolarissimi in Estremo Oriente: WeChat Pay, lanciato nel 2014 da WeChat (l’app di chat più diffusa in Cina), conta oggi oltre 800 milioni di utenti registrati sulla sua piattaforma. Ma la tendenza potrebbe diffondersi anche alle nostre latitudini: proprio nei giorni scorsi Google ha reso disponibile negli Stati Uniti una funzione per i pagamenti P2P all’interno di Gmail, sulla falsariga di servizi simili lanciati negli scorsi anni da Snapchat e Facebook Messenger, anch’essi limitati per ora al solo mercato USA.

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