Vodafone: stop alla pubblicità su siti di fake news e hate speech

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News del 07 Giugno 17 Autore: Stefano Fossati
Vodafone è fra le prime grandi aziende a schierarsi in maniera fattiva contro le “fake news” e l’”hate speech” in Rete, annunciando quello che rappresenta probabilmente il provvedimento più efficace per mettere fine ai siti che diffondono questo tipo di contenuti: il blocco della pubblicità sui media digitali il cui principale obiettivo è la diffusione e la condivisione di notizie false e istigazione all’odio. Il gruppo di telecomunicazioni ha varato nuove regole per stabilire se un particolare media digitale possa o meno ospitare una pubblicità di Vodafone, senza però incidere sul suo accesso da parte degli utenti.

“La diffusione di fake news e l’istigazione all’odio mettono a rischio il rispetto e la fiducia, che sono alla base del vivere civile”, spiega il CEO del Gruppo Vodafone, Vittorio Colao; “Vodafone promuove attivamente la diversità e l’inclusione, e considera di fondamentale importanza l’integrità dei processi democratici e delle istituzioni che, spesso, sono il bersaglio di chi diffonde notizie deliberatamente false. Non tollereremo alcun tipo di associazione fra il nostro brand e contenuti offensivi e dannosi”.

Vodafone: stop alla pubblicità su siti di fake news e hate speech - immagine 1

In una nota, il colosso delle tlc sottolinea che “il settore pubblicitario e i provider di pubblicità digitale, quali Google e Facebook, hanno sviluppato tecnologie pubblicitarie che usano algoritmi per indirizzare in modo mirato la pubblicità digitale verso le diverse categorie demografiche degli utenti, con il posizionamento dinamico degli spazi pubblicitari, a seconda dei siti web e dei social media frequentati. Se da un lato la pubblicità programmatica è uno strumento efficace – in quanto consente di concentrare e segmentare gli investimenti online, dall’altro, in alcuni casi limitati, è possibile che porti a risultati non desiderati e potenzialmente dannosi, inclusa la pubblicità affiancata a contenuti offensivi. Inoltre, la pubblicità programmatica, può avere l’effetto di generare ricavi verso media digitali che hanno l’obiettivo principale di istigare all’odio o di diffondere notizie deliberatamente false”.

Per questo, le nuove regole contro le fake news e l’hate speech introducono un approccio basato su una “whitelist” alimentata e aggiornata regolarmente dal network globale di agenzie pubblicitarie di Vodafone (guidate da WPP), da Google e da Facebook, in modo da garantire che le pubblicità della società compaiano solo all’interno di media digitali non focalizzati su contenuti dannosi.

Nello specifico, i siti su cui sarà bandita la pubblicità di Vodafone e delle società controllate sono quelli che “degradano deliberatamente le donne o minoranze vulnerabili (hate speech)” oppure “presentano come basate sui fatti (quindi non satira o opinioni) notizie che non hanno alcuna fonte primaria attendibile (o che si basano su un’attribuzione fraudolenta ad una fonte primaria), ovvero quelle che una persona ragionevole riterrebbe come deliberatamente fuorvianti (fake news)”. Nel caso, però, che “tali contenuti non siano la maggioranza di quelli presenti in un determinato media (non superino la metà di quelli totali), questo non dovrà essere escluso dalla whitelist”.
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Categoria: P2P e Web

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