Una compagnia di assicurazioni sostituisce 34 impiegati con l'intelligenza artificiale

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News del 06 Gennaio 17 Autore: Stefano Fossati
Da tempo, agli evidenti progressi della robotica e dell’intelligenza artificiale si accompagnano le preoccupazioni di carattere sociale sulla perdita di posti di lavoro determinata dalla possibilità di automatizzare un numero sempre maggiore di funzioni che, fino a poco tempo fa, potevano essere gestite solo dalla manualità o dall’intelligenza umana. A rischio, infatti, non sono più solamente le attività in cui prevale l’aspetto legato alla presenza fisica (cameriere, portiere d’albergo, facchino…), ma anche quelle squisitamente di concetto. Ne sanno qualcosa 34 impiegati di una compagnia di assicurazioni giapponese, che nelle prossime settimane saranno lasciati a casa e sostituti da un sistema di intelligenza artificiale che si incaricherà di svolgere le loro mansioni: calcolare i risarcimenti assicurativi per i clienti.

Il nuovo sistema sarà installato alla fine del mese e richiederà un investimento di 200 milioni di yen (1,6 milioni di euro), cui andranno sommati circa 15 milioni di yen (oltre 122mila euro) all’anno di costi di manutenzione, ma la compagnia, Fukoku Mutual Life Insurance, ha fatto sapere di attendersi un incremento della produttività del 30% e un risparmio di 140 milioni di yen (1,14 milioni di euro) all’anno sui costi del personale.

Una compagnia di assicurazioni sostituisce 34 impiegati con l'intelligenza artificiale - immagine 1

Il sistema di intelligenza artificiale è basato su Watson di IBM, definito dal colosso informatico una “tecnologia cognitiva che può pensare come un essere umano”, con la capacità di “analizzare e interpretare qualunque dato, compresi testi non strutturati, immagini, audio e video”. Nel caso di Fukoku Mutual, l’intelligenza artificiale analizzerà certificati medici e cartelle cliniche per determinare l’entità dei risarcimenti dovuti agli assicurati. Che probabilmente apprezzeranno l’efficienza del nuovo sistema, diversamente dai 34 impiegati che si vedranno sfilare scrivania, stipendio e carriera da un computer.

E non saranno i soli: secondo quanto riporta il giornale nipponico The Mainchi, altre tre compagnie di assicurazione del Paese stanno considerando la possibilità di adottare sistemi di intelligenza artificiale cui affidare lavori oggi svolti da dipendenti umani, come l’elaborazione del piano assicurativo ottimale per ogni cliente. Uno studio del World Economic Forum ha stimato lo scorso anno che lo sviluppo di robot e intelligenza artificiale comporterà nei prossimi cinque anni una perdita netta di 5,1 milioni di posti di lavoro nel 15 Paesi più avanzati, nei quali si concentra circa il 65% della forza lavoro complessiva a livello mondiale.

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