Tim Cook ai dipendenti Apple: "Andiamo avanti". Nonostante Trump

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News del 11 Novembre 16 Autore: Stefano Fossati
"Andare avanti, insieme": così, all´indomani dell´elezione di Donald Trump alla presidenza USA, il CEO di Apple Tim Cook scrive ai dipendenti dopo avere avvertito - spiega nel messaggio - un senso di scoraggiamento generale. "A prescindere da quale candidato supportavate - scrive il numero uno di Cupertino - l´unico modo per andare avanti è andare avanti insieme. Vi ricordo ciò che Martin Luther King ha detto 50 anni fa: ´Se non puoi volare, allora corri. Se non puoi correre, allora cammina. Se non puoi camminare, allora striscia, ma qualsiasi cosa tu faccia, devi andare avanti´. Questo consiglio è senza tempo, ci ricorda che possiamo fare un ottimo lavoro e migliorare il mondo semplicemente andando avanti".

Tim Cook ai dipendenti Apple:

A differenza di Google, che ha supportato la candidatura di Hillary Clinton finanziandola con 335mila dollari solo fra agosto a ottobre, Apple non si è mai ufficialmente schierata nella campagna per le Presidenziali, tuttavia l´estate scorsa era emerso che Tim Cook aveva sostenuto una campagna di raccolta fondi in favore della senatrice democratica con una donazione personale di 50mila dollari. Del resto è nota la posizione che il neopresidente ha espresso nei mesi scorsi nei confronti dell´azienda di Cupertino, ribadendo in più occasioni che si sarebbe impegnato per obbligarla a produrre i suoi dispositivi negli Stati Uniti. Trump aveva inoltre invitato i consumatori a boicottare i prodotti Apple di fronte al rifiuto della società di aiutare l´FBI a sbloccare un iPhone appartenuto a uno dei terroristi autori della strage di San Bernardino.

Non è certamente soddisfatto del risultato elettorale nemmeno Mark Zuckerberg, che però su Facebook ha postato un messaggio simile, nei toni pacati, a quello del CEO di Apple: "Ho pensato a tutto il lavoro che abbiamo davanti per creare il mondo che vogliamo per i nostri bambini. Questo lavoro è più grande di qualsiasi presidenza e il progresso non si muove su una linea retta". Fra quanti avevano appoggiato con le loro donazioni la corsa di Hillary Clinton figurano fra l´altro il co-fondatore di Facebook Dustin Moskovitz e sua moglie Cari Tuna (che avevano versato ben 20 milioni di dollari), il fondatore di Linkedin Reid Hoffman (40mila dollari), il Ceo di Airbnb Brian Chesky (10mila dollari), il numero uno di Netflix Reed Hastings (40mila dollari). Nomi che figuravano anche fra i 140 imprenditori e manager della Silicon Valley che avevano firmato una lettera, pubblicata lo scorso giugno, in cui si criticava l´approccio di Trump sui limitati investimenti nelle infrastrutture tecnologiche e sul tema dell´immigrazione.

Stando ad alcune analisi, con Trump alla Casa Bianca si prospettano anni difficili per le aziende della Silicon Valley. Non stupisce, quindi, che le reazioni di altri personaggi di rilievo del settore non siano state misurate come quelle di Cook e Zuckerberg: Shervin Pishevar, importante investitore di AirBnB e Uber, si è spinto ad appoggiare la campagna #Calexit su Twitter, che chiede la secessione dagli Stati Uniti della California (uno degli Stati in cui ha prevalso la Clinton, con il 61,5% dei voti) e la sua costituzione come Paese indipendente.

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