Stanco di portare in tasca qualche chilo di chiavi? Ecco la serratura smart: si apre con un'app

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News del 11 Febbraio 17 Autore: Stefano Fossati
Posso parlare con un amico a migliaia di chilometri di distanza praticamente a costo zero usando WhatsApp, posso pagare la spesa al supermercato usando direttamente lo smartphone e dimenticando carte e contanti, posso tenere d’occhio da remoto la casa in montagna con un impianto di videosorveglianza da pochi euro. Ma ancora nel 2017, ogni volta che mi ritrovo, sparse fra le varie tasche, qualche chilo di chiavi (di casa, del garage, della cantina dell’auto, della moto…), mi chiedo come sia possibile che tutti i dispositivi “smart” di cui disponiamo non siano ancora riusciti a soppiantare una tecnologia medievale come quella delle serrature.

Certo, da qualche anno le “smart key” sono sempre più diffuse su auto e moto, regalandoci un primo “alleggerimento” sostituendo chiave e telecomando con una card da tenere in tasca o – meglio ancora – un’app per lo smartphone. Fra gli immobili, però, siamo ancora all’anno zero, soprattutto in ambito residenziale, nonostante i dispositivi per dire addio alle vecchie chiavi esistano da tempo: fino a oggi, infatti, le “smart lock” (serrature intelligenti) sono state limitate per lo più a qualche applicazione domotica avanzata. Ma nella nascente era dell’Internet delle Cose, la loro diffusione potrebbe (finalmente) avere un impulso. Cambiando (in meglio) la nostra vita. Il mio sogno è quello di svuotare le tasche trovandomi ad aprire soltanto porte dotate di serrature smart come quelle di Latch, una startup fondata nel 2013 da alcuni ex dipendenti di Apple.

Stanco di portare in tasca qualche chilo di chiavi? Ecco la serratura smart: si apre con un'app - immagine 1

Le smart lock M-Series dell’azienda americana sono dotate di connettività bluetooth e NFC, consentendo alle persone autorizzate di sbloccare l’apertura della porta attraverso varie modalità: con lo smartphone, grazie a un’apposita app che comunica con la serratura via bluetooth, oppure avvicinando una card con chip NFC, o ancora digitando un codice segreto sul piccolo display touchscreen integrato nella piastra della maniglia. E se proprio il sistema andasse in tilt, c’è anche una serratura tradizionale “d’emergenza” da usare con una tradizionalissima chiave di metallo.

La serratura smart integra anche una videocamera con lente grandangolo che, oltre a sostituire il vecchio spioncino inviando allo smartphone o al tablet (o, perché no, al display sul frigorifero “smart”) l’immagine di chi suona alla porta, può anche scattare una foto a chiunque sblocchi la serratura, con qualunque metodo: impossibile mentire alla moglie o ai genitori sull’ora in cui si è rientrati a casa. E’ alimentata a batteria, ma non ho informazioni sull’autonomia della stessa, variabile ovviamente in funzione del via-vai dalla porta: forse, nel caso del portone d’ingresso di un grande condominio, sarebbe meglio collegarla alla rete elettrica.

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Purtroppo, a far sì che le nostre tasche restino ingombre di chiavi di ogni forma e dimensione per molto tempo ancora, è soprattutto il fattore prezzo: negli Stati Uniti Latch vende le sue smart lock in stock da almeno 10 unità al prezzo di 399 dollari l’una, cui va aggiunto un contratto di manutenzione della durata minima di due anni. Certo, sul mercato esistono altre soluzione più semplici come quella di August, senza NFC, touchscreen e videocamera, ma i prezzi partono comunque da 229 dollari a serratura. Non resta che sperare che, come spesso accade per i gadget tecnologici, i costi calino significativamente.

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