Snapchat vale 34 miliardi di dollari, tre volte Twitter

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News del 03 Marzo 17 Autore: Stefano Fossati
Snapchat vale quasi 34 miliardi di dollari, tre volte il valore attuale di Twitter. E’ questo il prezzo che la borsa di Wall Street ha dato a Snap, la società che sviluppa la nota app di messaggistica, nel giorno di debutto sul listino di New York. Un debutto col botto: il prezzo iniziale dei 200 milioni di titoli offerti, fissato a 17 dollari per azione, è aumentato nel corso della giornata del 44% chiudendo a oltre 24 dollari per azione. Il che significa appunto una valutazione, per la compagnia, vicina ai 34 miliardi di dollari, dieci più di quella iniziale (24 miliardi): si tratta dell’offerta più alta, per una compagnia tecnologica, dai tempi della quotazione in borsa di Facebook, nel 2012.

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Con questa operazione i due cofondatori di Snapchat, Evan Spiegel e Bobby Murphy, hanno incassato ben 3,4 miliardi di dollari che potranno investire nell’ulteriore sviluppo della loro app, lanciata nel 2011 e diventata in poco tempo popolarissima fra gli utenti più giovani grazie soprattutto – almeno inizialmente – alla possibilità di scambiare e condividere immagini e brevi video che restano disponibili per 24 ore e poi scompaiono. Alla fine del 2016 Snapchat contava oltre 150 milioni di utenti attivi, di cui 50 milioni in Europa, che si scambiano in media più di 2,5 miliardi di immagini aprendo l’app 18 volte al giorno; anche se Snap ha registrato lo scorso anno una perdita di 515 milioni di dollari, superiore ai 373 milioni del 2015, mentre il fatturato è cresciuto di quasi il 600% da 59 milioni a 404,5 milioni di dollari.

Proprio l’età media degli utenti – 18-24 anni – rappresenta il principale punto di forza e al tempo stesso il maggiore rischio per Snapchat: da un lato offre agli inserzionisti pubblicitari l’opportunità di raggiungere una generazione che non guarda la televisione (o la guarda molto poco) e che non frequenta assiduamente altri social come Facebook e Twitter, dall’altro si tratta però di una fascia di utenti molto sensibili alle mode. E non è detto che la moda di Snapchat sia destinata a durare a lungo nei prossimi anni: una volta “cresciuti” gli attuali “millennials”, nuove applicazioni potrebbero conquistare i teenager del futuro. Starà all’abilità di Spiegel e Murphy riuscire a tenere la loro creatura sulla cresta dell’onda. Ne hanno tutte le possibilità (le azioni offerte in borsa, caso più unico che raro, non hanno diritto di voto, lasciando così il pieno controllo di Snap ai due cofondatori), ma dovranno dimostrare in fretta di avere imboccato la strada giusta per evitare di ripetere la parabola di Twitter, che dopo un’altrettanto esplosiva quotazione nel 2013, è arrivata oggi a perdere più del 60% del suo valore iniziale.

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