Salute hi-tech: stampe 3D e infermieri robot al servizio di diagnosi e cure migliori

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News del 02 Marzo 17 Autore: Stefano Fossati
Dalla stampa 3D all’intelligenza artificiale, le nuove tecnologie porteranno benefici sempre maggiori alla nostra salute. A patto di rinunciare almeno in parte alla nostra privacy. Secondo una ricerca condotta da Epson, l´introduzione di tecnologie quali la stampa 3D, la robotica, la realtà aumentata e l´intelligenza artificiale porterebbero significativi vantaggi sia ai pazienti sia ai professionisti del settore sanitario, il 64% dei quali è convinto delle opportunità che l´innovazione tecnologica e un maggiore accesso ai dati potrebbero portare in ambito medico. E, se da un lato il 67% degli intervistati ritiene che la tutela della privacy dei dati possa ostacolare l´implementazione delle tecnologie, il 47% concorda sul fatto che una minore riservatezza dei dati sia un compromesso accettabile per garantire diagnosi e cure migliori. Anche se la preoccupazione maggiore è legata ai tempi e ai costi necessari per preparare a queste tecnologie i professionisti sanitari di oggi.

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"Le malattie croniche sono sempre più diffuse e la popolazione sta invecchiando. Dobbiamo quindi trasformare il settore sanitario, favorendo la prevenzione delle malattie anziché la loro cura", spiega Minoru Usui, presidente di Epson. In particolare, il 72% dei professionisti della sanità concorda sul fatto che la stampa 3D e la stampa organica/biologica potrebbero ridurre i tempi di attesa per gli interventi chirurgici, e per il 70% aumenterebbero anche il successo degli interventi stessi e delle cure. Il 45% degli intervistati ritiene la realtà aumentata cambierebbe il modo in cui si svolge la formazione chirurgica, mentre il 34% pensa le cure sanitarie potrebbero essere affidate ai robot in modo che il personale medico possa svolgere mansioni più qualificate.

Un maggiore accesso ai dati dei pazienti da parte dei professionisti sanitari migliorerebbe il trattamento secondo il 72% degli intervistati e per il 76% la maggiore disponibilità dei dati favorirebbe anche la condivisione delle conoscenze sul campo grazie all´accesso remoto e alla collaborazione virtuale, possibili grazie alla tecnologia. Tuttavia il 65% concorda sul fatto che gli aspetti etici potrebbero in qualche modo rallentare o bloccare l´implementazione della tecnologia, e il 70% teme che, in caso di complicazioni, si possa porre il problema dell´imputazione della responsabilità.

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