Riconoscimento facciale contro i... ladri di carta igienica

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News del 21 Marzo 17 Autore: Stefano Fossati
Si parla molto di riconoscimento facciale in questi mesi: ad esempio riguardo al prossimo smartphone top di gamma di Samsung, il Galaxy S8, che stando ad alcune indiscrezioni utilizzerà proprio questa tecnologia per riconoscere l’utente e sbloccare lo schermo; altrettanto dovrebbe fare Apple per la nuova generazione dell’iPhone. In Cina invece c’è chi già utilizza il riconoscimento facciale, applicato però a tutt’altro scopo: porre fine ai furti di carta igienica.

Proprio così: i responsabili del Tempio del Cielo, una delle più popolari mete turistiche di Pechino (patrimonio dell’Unesco), hanno deciso di installare all’ingresso dei bagni pubblici sei dispenser che, grazie a una videocamera e a un’applicazione di riconoscimento facciale, memorizzano il volto di ogni visitatore prima di erogare la quantità prestabilita di carta igienica. Così, se la stessa persona si dovesse ripresentare dopo pochi minuti davanti a una delle macchine, il sistema gli negherebbe una nuova “fornitura” della preziosa carta.

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L’iniziativa, in fase sperimentale, fa parte di una serie di misure varate per contrastare i frequenti furti di carta igienica nel complesso di edifici religiosi. Per avere la quantità che gli spetta, l’utente deve togliersi eventuali occhiali da sole e posizionarsi davanti allo schermo del dispenser per tre secondi, dopodiché la macchina gli erogherà una striscia di carta igienica lunga poco più di mezzo metro. Non molta, ma bisognerà farsela bastare oppure avere pazienza: devono trascorrere almeno nove minuti prima che il sistema possa “concedere” una nuova striscia di carta alla stessa persona.

La notizia può far sorridere, ma i furti di carta igienica nell’area del Tempio del Cielo sono diventati ultimamente un problema serio: secondo fonti citate dai media cinesi, i ladri sarebbero per lo più residenti della zona che cercano in questo modo di risparmiare qualcosa sulle spese quotidiane. Uno dei responsabili di Shoulian Zhineng, la società che ha fornito i dispenser, ha spiegato che la scelta di identificare gli utenti attraverso il riconoscimento facciale, in luogo di un più economico sensore di impronte digitali, è stata dettata principalmente da motivazioni di carattere igienico.

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