Ricerche su Google? Basta twittare un’emoji

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News del 09 Dicembre 16 Autore: Stefano Fossati
Le parole non servono più, per fare ricerche su Google: ora basta twittare un’emoji. Dal momento che queste ultime, nelle app di messaggistica e sui social, sempre più spesso sostituiscono parole e intere frasi nei messaggi, il colosso di Mountain View ha deciso di utilizzarle per effettuare ricerche dallo smartphone: inviando via Twitter un messaggio taggando Google (@Google) con all’interno un’emoji, il motore di ricerca invia in risposta risultati a essa correlati. Così, per avere le previsioni del tempo si può inviare l’emoji dell’ombrello, per trovare una pizzeria in zona quella della pizza e così via.

Ricerche su Google? Basta twittare un’emoji - immagine 1

In pratica, un algoritmo “traduce” le emoji ricevute in ricerche testuali, mettendole in relazione con i dati di geolocalizzazione dell’utente. Dall´hamburger all´albero di Natale, sono circa 200 le emoji - sulle 1.400 esistenti – che possono essere usate come “scorciatoie” per ottenere informazioni. Ad esempio, twittando la nota musicale, ad esempio, si ottiene l’elenco dei concerti in programma nella zona, mentre il girasole permette di trovare i fiorai più vicini. La società non ha fornito una lista delle emoji utilizzabili per le ricerche, lasciando agli utenti il gusto di provarle a una a una. E in alcuni casi i programmatori di Big G si sono lasciati andare all’ironia: come nel caso dell’emoji della mucca, che ottiene in cambio dei muggiti, o di quella della pesca, spesso usato per indicare il "lato B" femminile, twittamdo il quale viene visualizzato il testo di "Bootylicious", canzone delle Destiny´s Child di Beyoncé dedicata proprio a questa parte anatomica.

Google ha già introdotto dallo scorso maggio scorso la possibilità di fare ricerche con le emoji inserendole direttamente nella barra di ricerca. Del resto questa forma di comunicazione per immagini rappresenta ormai il vero linguaggio universale della Rete: secondo EmojiTracker, nel mondo vengono inviate 6 miliardi di emoji al giorno. Solo su Twitter quasi 10mila messaggi al minuto, ovvero 600mila ogni ora, ne contengono almeno una. La più gettonata è la faccina che ride fino alle lacrime, eletta “parola dell’anno 2015” dai dizionari Oxford.

L’elenco delle emoji “standard”, disponibili su tutte le piattaforme e tutti i dispositivi, viene periodicamente aggiornato dall’Unicode, che ha già annunciato l’arrivo per l’anno prossimo di una nuova serie comprendente il velo islamico e lo yoga.

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