Più che raddoppiati quest'anno i malware per i dispositivi IoT

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News del 07 Luglio 17 Autore: Stefano Fossati
Tutti i dispositivi diventano sempre più “smart” e i malware si adeguano: secondo i ricercatori di Kaspersky Lab è stato superato il numero di 7mila campioni di malware che prendono di mira i dispositivi smart, oltre la metà dei quali è emersa nel 2017. Con più di 6 miliardi di dispositivi smart utilizzati nel mondo, gli utenti sono così sempre più a rischio di attacco da parte dei malware che colpiscono le loro vite connesse.

I dispositivi smart – come smartwatch, smart tv, router e videocamere – sono sempre più interconnessi, dando vita al fenomeno dell’Internet of Things (IoT), un network di device dotati di tecnologie integrate che permettono di interagire tra di loro o con l’ambiente esterno. L’elevato numero e la varietà di questi dispositivi hanno portato l’IoT ha contribuito a renderli un obiettivo interessante per i cybercriminali che, hackerando questi device, sono in grado di spiare le persone, ricattarle e persino trasformarle in complici involontari. Botnet come Mirai e Hajime dimostrano la crescita di questa minaccia.

Più che raddoppiati quest'anno i malware per i dispositivi IoT - immagine 1

Gli esperti di Kaspersky Lab hanno condotto una ricerca sui malware per l’IoT per comprendere quanto sia serio il pericolo. A questo scopo hanno creato degli honeypot, network artificiali che simulano le reti di dispositivi IoT (router, videocamere connesse, ecc.), per studiare i tentativi di attacco dei malware ai dispositivi virtuali. Non è stato necessario attendere a lungo: subito dopo la creazione degli honeypot sono iniziati gli attacchi attraverso campioni di malware sia conosciuti sia precedentemente ignoti.

La maggior parte degli attacchi registrati ha preso di mira videoregistratori digitali o telecamere IP (63%) e il 20% aveva come obiettivi dispositivi di rete, come router e modem DSL. L’1% degli obiettivi era rappresentato dai dispositivi più usati dagli utenti, come stampanti e device per la smart home.

Secondo gli esperti, la ragione di questa crescita è semplice: i dispositivi IoT sono vulnerabili ed esposti ad attacchi. La maggior parte dei dispositivi smart ha un sistema operativo basato su Linux, fattore che semplifica il lavoro dei criminali, che possono scrivere codici nocivi generici utilizzabili per colpire un numero elevato di dispositivi contemporaneamente.

Cina (17%), Vietnam (15%) e Russia (8%) si sono rivelati i Paesi col maggior numero di dispositivi IoT attaccati, con numerose macchine infettate. Seguono Brasile, Turchia e Taiwan, ciascuno con il 7%.

“La sicurezza dei dispositivi smart è un problema serio e di cui dovremmo essere tutti consapevoli. Gli eventi dello scorso anno hanno dimostrato che prendere di mira i dispositivi connessi non è solamente possibile, ma che si tratta di una minaccia reale. Abbiamo visto un sensibile aumento dei campioni di malware per dispositivi IoT ma le possibilità sono ancora superiori”, commenta Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab.
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Categoria: Sicurezza

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