Occhio all'intelligenza artificiale: può diventare aggressiva

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News del 07 Aprile 17 Autore: Stefano Fossati
Due intelligenze artificiali, se costrette a interagire fra loro nello stesso ambiente, possono cooperare o diventare aggressive l´una con l´altra a seconda della convenienza. Proprio come gli umani. E´ quanto ha dimostrato un esperimento condotto da Google sulla sua intelligenza artificiale DeepMind, i cui risultati sono stati pubblicati sul blog ufficiale del progetto.

I ricercatori di Big G hanno impostato due distinte intelligenze per eseguire un gioco in cui dovevano raccogliere delle mele, rappresentate da pixel verdi, all´interno dello stesso campo di gara, avendo la possibilità di "accecare" temporaneamente l´avversario con un raggio. Dopo 40 milioni di simulazioni, gli algoritmi avevano imparato a coesistere nel momento in cui il numero di mele era elevato, mentre quando diventavano scarse il comportamento diventava estremamente aggressivo, con ripetuti attacchi all´avversario.

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In un altro gioco, in cui entrambe le intelligenze dovevano dare la caccia a una preda virtuale, dopo un certo numero di prove le due intelligenze artificiali hanno imparato a collaborare. "Questo tipo di ricerca - scrivono gli scienziati - può aiutare a capire il comportamento di sistemi complessi come l´economia o il traffico. Il modello mostra anche alcuni aspetti di come i comportamenti simili a quelli umani emergano come prodotto dell´ambiente e dell´apprendimento".

D´altra parte, come ha sottolineato Elon Musk, uomini e macchine dovranno diventare una cosa sola, o quasi, nell´era dell´intelligenza artificiale. Intervenendo a un convegno a Dubai, il fondatore di Tesla e Space X si è detto convinto che l´uomo debba sviluppare l´abilità di comunicare direttamente con le macchine per evitare di diventare irrilevante di fronte all´intelligenza digitale. Le macchine, ha osservato, comunicano alla velocità di "mille miliardi di bit al secondo", mentre l´uomo, il cui principale metodo di comunicazione è attualmente digitare sulla tastiera di uno smartphone, "funziona" a circa 10 bit al secondo. "Col tempo - ha detto Elon Musk - credo che probabilmente vedremo una fusione più stretta tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale".

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