Linkedin “chiuso” in Russia, ora tocca a Facebook e Twitter

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News del 18 Novembre 16 Autore: Stefano Fossati
Come annunciato la scorsa settimana, la Russia ha bloccato Linkedin, il social network professionale più utilizzato al mondo con 400 milioni di utenti, a seguito della decisione dell´agenzia per le comunicazioni Roskomnadzor. Decisione che ora apre la strada a un possibile oscuramento nel Paese di altri social media, da Facebook a Twitter. "Il social Linkedin è stato inserito nel registro dei siti che violano le regole per la protezione dei dati personali (che secondo una recente legge devono essere conservati su server basati sul territorio russo, ndr) sulla base della sentenza di un tribunale e della sua entrata in vigore e deve essere bloccata dagli operatori", si legge nel comunicato dell´agenzia, dopo che la scorsa settimana il tribunale di Mosca aveva respinto il ricorso di Linkedin contro la sentenza emessa il mese scorso dal tribunale distrettuale di Mosca Tagansky.

Linkedin “chiuso” in Russia, ora tocca a Facebook e Twitter - immagine 1

Un portavoce dell´agenzia ha ribadito che a Linkedin erano stati inviati due diversi solleciti per l´attuazione di quanto previsto dalla legge, rimasti senza risposta. La società, acquisita lo scorso giugno da Microsoft per 26,2 miliardi di dollari, ha chiesto un incontro con Roskomnadzor. "Se Linkedin sarà effettivamente bloccato, sarà un segnale per le compagnie che non hanno trasferito i dati personali dei russi. Questo riguarda Facebook, Twitter e tutti gli altri operatori stranieri", aveva avvertito il mese scorso il consigliere del Cremlino per il web German Klimenko, all´indomani della prima sentenza del tribunale. E, ad oggi, né Facebook né Twitter risultano avere trasferito su server russi i dati degli utenti di questo Paese.

In un clima sempre più sfavorevole per le società americane, dopo che la crisi ucraina ha raffreddato i rapporti fra Mosca e Washington, lo stesso Cremlino fa sapere di non ritenere che il blocco del social network professionale possa essere classificato come "censura": secondo il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, Roskomnadzor opera infatti "nello stretto limite della legge".
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Categoria: P2P e Web

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