Il 92% degli italiani si crede inattaccabile dagli hacker

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News del 27 Maggio 17 Autore: Stefano Fossati
Il 92% degli italiani si crede immune dai cyberattacchi e quasi la metà non installa soluzioni di sicurezza sui propri device. E’ il dato (allarmante) che emerge, fra gli altri, dal nuovo Kaspersky Cybersecurity Index, aggiornato periodicamente da Kaspersky Lab sulla base di una serie di indicatori che permettono di valutare il livello di rischio a cui si espongono gli utenti internet di tutto il mondo. L’indice relativo alla seconda metà del 2016 mostra un dato positivo: il numero di persone preoccupate della propria sicurezza e pronte a proteggersi dalle cyberminacce è in continua crescita. Ma non in Italia.

L’indice classifica gli utenti in tre categorie: disinteressati (la percentuale di utenti che non credono di poter diventare bersaglio dei cybercriminali), indifesi (utenti che non hanno installato una soluzione di sicurezza sui loro computer, tablet e smartphone) e colpiti (il numero di utenti che sono stati vittima del cybercrimine).

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L’indice globale di disinteressati – indifesi – colpiti nella seconda metà dello scorso anno è stato 74–39-29: questo significa che il 74% degli utenti non crede di poter diventare bersaglio dei cybercriminali, mentre il 39% non usa soluzioni di protezione su tutti i propri dispositivi connessi e il 29% è stato colpito negli ultimi mesi. L’indice precedente era 79–40–29, cifre che indicano che sei mesi fa più persone credevano di essere inattaccabili e preferivano restare indifese. “Purtroppo gli italiani si discostano da questi risultati, dimostrandosi ancora troppo poco attenti alla loro sicurezza online. Il 92% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di non essere preoccupato dalle cyber minacce e quasi la metà (46%) non protegge i propri dispositivi. Questo ha portato più di un utente su cinque a diventare vittima dei cybercriminali”, spiega Morten Lehn, general manager Italy di Kaspersky Lab.

A livello globale, la percentuale di vittime dei cybercriminali è rimasta allo stesso livello (29%), solamente perché questo indicatore è stato cambiato con l’aggiornamento dell’indice. Per rendere il quadro più completo, la lista delle cyberminacce adesso include le categorie “frodi finanziarie” e “dispositivo usato per i cyberattacchi”, senza le quali la percentuale delle persone “attaccate” in tutto il mondo sarebbe stata del 27% rispetto al 29%. Questo significa che il numero delle vittime nella seconda metà del 2016 è diminuito grazie alla crescita dell’attenzione degli utenti per la loro sicurezza.

L’indice si basa su un sondaggio online condotto da Kaspersky Lab due volte l’anno tra gli utenti internet di tutto il mondo. Nella seconda metà del 2016, sono state intervistate 17.377 persone in 28 Paesi. Fra gli altri dati risulta che il numero degli utenti che si sono imbattuti nei malware è diminuito, passando dal 22% al 20%, mentre i costi per eliminare le conseguenze delle infezioni è sceso da 121 a 92 dollari; tuttavia, la percentuale delle persone che sono state vittime di altri tipi di minacce – come ransomware, phishing, furto e fuga di dati – è aumentata, mentre l’importo medio di denaro rubato dai truffatori online è cresciuto da 472 a 482 dollari.
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Categoria: Sicurezza

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