I ransomware ora attaccano i Paesi più ricchi. Anche l'Italia

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News del 28 Giugno 17 Autore: Stefano Fossati
I gruppi criminali che lanciano attacchi ransomware per dispositivi mobili si stanno concentrando sui Paesi più ricchi, caratterizzati non solo da redditi più alti, ma anche da un’infrastruttura mobile e di e-payment più ampia e sviluppata, che consente ai cybercriminali di trasferire il riscatto con un paio di tocchi o click.

E’ il dato che emerge dal secondo report annuale sui ransomware di Kaspersky Lab per il 2016-2017, che sottolinea come l’attività dei ransomware mobile sia aumentata sensibilmente nel primo trimestre del 2017, con 218.625 pacchetti d’installazione di trojan-ransomware mobile (3,5 volte in più rispetto al trimestre precedente). In seguito, le attività nocive sono tornate alla media osservata nei due anni. Nonostante un lieve miglioramento, si registra un crescente interesse dai cybercriminali verso le nazioni con infrastrutture finanziarie e di pagamento avanzate che possono essere facilmente compromesse.

I ransomware ora attaccano i Paesi più ricchi. Anche l'Italia - immagine 1

Nel periodo 2015-2016 la Germania è stato il Paese con la percentuale più alta di utenti attaccati dai ransomware mobile (quasi il 23%) rispetto al totale degli attacchi malware per mobile. Seguono il Canada (quasi il 20%), il Regno Unito e gli Stati Uniti (oltre il 15%). Classifica che è cambiata nel periodo 2016-2017, con gli Stati Uniti che sono passati dalla quarta alla prima posizione (circa il 19%); Canada e Germania sono rimasti nella top 3, rispettivamente con il 19% e oltre il 15%, mentre il Regno Unito è sceso in quarta posizione con oltre il 13%. L’aumento degli attacchi negli Stati Uniti è principalmente dovuto alle famiglie di malware Svpeng e Fusob, la prima delle quali prende principalmente di mira l’America. La famiglia di malware Fusob, invece, si concentrava inizialmente sulla Germania ma, dal primo trimestre del 2017, l’America è diventata il suo principale obiettivo, rappresentando il 28% degli attacchi.

“Questi cambiamenti geografici nel panorama dei ransomware mobile potrebbero essere un segno della tendenza a concentrare gli attacchi sulle regioni ricche, impreparate, vulnerabili e che non sono state ancora raggiunte. Questo ovviamente significa che gli utenti, specialmente in questi Paesi, dovrebbero porre particolare attenzione quando navigano in internet”, commenta Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab.

Dal report emerge anche che i 10 Paesi con la maggior percentuale di utenti attaccati da ransomware per pc rispetto al totale degli utenti attaccati da qualsiasi tipo di malware nel 2016-2017 sono Turchia (quasi l’8%), Vietnam (circa il 7,5%), India (oltre il 7%), Italia (circa il 6,6%), Bangladesh (più del 6%), Giappone (quasi il 6%), Iran (quasi il 6%), Spagna (quasi il 6%), Algeria (quasi il 4%) e Cina (quasi il 3,8%).

I consigli di Kaspersky Lab per proteggersi dal rischio di infezione:
• Effettuare regolarmente il back up dei dati.
• Avvalersi di una soluzione di sicurezza affidabile e tenere sempre attive le principali funzioni, come il System Watcher.
• Aggiornare sempre i software su tutti i dispositivi utilizzati.
• Fare attenzione agli allegati nelle email o nei messaggi provenienti da persone sconosciute. Se si è in dubbio, non aprirli.
• Nel caso di aziende, formare i dipendenti e i team IT, custodire separatamente i dati sensibili, limitare l’accesso ed effettuare sempre il back up di tutti i file.
• Se si viene colpiti da un encryptor, non farsi prendere dal panico. Visitare tramite un sistema sicuro il sito No More Ransom, dov’è possibile trovare un tool di decriptazione per riottenere i propri file.
• Infine, ma non meno importante, è bene ricordarsi che l’utilizzo di ransomware è un crimine: riferire gli attacchi alle forze dell’ordine.
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Categoria: Sicurezza

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