Google indagata con l´accusa di spiare i suoi dipendenti per evitare fughe di notizie

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News del 23 Dicembre 16 Autore: Stefano Fossati
A dispetto dell’immagine “sbarazzina” comunicata all’esterno e dei report che la indicano come la multinazionale in cui si lavora meglio, Google finisce in tribunale con l’accusa di diffondere al proprio interno la cultura della segretezza, al punto da limitare i diritti dei dipendenti. Un product manager di Mountain View, di cui non viene rivelata l´identità, ha infatti intentato una causa nei confronti della compagnia sostenendo che la policy relativa alle informazioni confidenziali aziendali viola le leggi sul lavoro della California.

Google indagata con l´accusa di spiare i suoi dipendenti per evitare fughe di notizie - immagine 1

Nell’istanza si sostiene che il motto “Don’t be evil” (non essere cattivo), coniato dai fondatori Larry Page e Sergey Brin nel 2004 quando Google fu quotata in borsa, viene smentito dalle policy illegali imposte ai dipendenti. In particolare, le violazioni contestate sono 12: stando a quanto riporta il sito The Informant, dai documenti depositati nell’ambito dell’azione legale emergerebbe un programma interno di Big G per "spiare" gli impiegati per evitare fughe di notizie verso la stampa e le autorità, con tanto di richiesta ai lavoratori di “fare la spia" segnalando colleghi sospettati di avere divulgato informazioni confidenziali. Fra le clausole contenute nella policy di Google, una impedirebbe ai dipendenti perfino di scrivere romanzi sul lavoro nella Silicon Valley senza l´approvazione finale della società. Inoltre il gruppo chiederebbe ai collaboratori – inclusi gli avvocati - di non mettere per iscritto alcuna preoccupazione su eventuali attività illegali interne, perché tali rivelazioni potrebbero cadere nelle mani di autorità e forze dell´ordine.

Se la causa fosse accolta e Google fosse giudicata colpevole, rischierebbe una multa fino a 3,8 miliardi di dollari, comprendenti circa 14.600 dollari che dovrebbe risarcire a ogni dipendente. Un portavoce dell’azienda definisce l’azione legale “priva di fondamento” e aggiunge: “Crediamo fermamente in una cultura interna aperta, il che significa che condividiamo frequentemente con i nostri dipendenti dettagli sui lanci di prodotto e informazioni confidenziali sul business. La trasparenza è una componente enorme della nostra cultura". Per il rappresentante di Google, "i requisiti di confidenzialità per i nostri dipendenti sono pensati per proteggere informazioni di business proprietarie e non impediscono allo stesso tempo alle persone di comunicare informazioni legate alle loro condizioni di impiego né questioni legate all´ambiente di lavoro".

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