Google ha rimosso 1,7 miliardi di Bad Ads, annunci 'mascherati' da notizie"

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News del 02 Febbraio 17 Autore: Stefano Fossati
Se Facebook e gli altri social network sono impegnati nel contrasto al dilagare delle false notizie, Google prosegue la sua battaglia contro gli annunci, i siti e gli operatori ingannevoli o pericolosi. Solo nel 2016, il colosso di Mountain View ha rimosso 1,7 miliardi di annunci che violavano le sue policy, "una quantità più che raddoppiata rispetto agli annunci rimossi nel 2015". Lo ha annunciato la stessa società, che ha pubblicato il "Bad Ads Report 2016", il resoconto annuale sulle attività intraprese per contrastare le iniziative pubblicitarie ingannevoli o pericolose.

"Per avere un´idea del numero, se ci volesse un secondo per rimuovere ciascuno di questi annunci, occorrerebbero 50 anni per rimuoverli tutti. Ma la nostra tecnologia è pensata per lavorare in modo molto più rapido", spiega sul blog ufficiale Scott Spencer, Global Director of Product Management for Sustainable Ads di Google. Gli interventi hanno riguardato annunci di prodotti illegali, con oltre 68 milioni di annunci rimossi nel 2016 per violazione delle norme sanitarie (12,5 milioni in più rispetto al 2015), annunci fuorvianti, con la cancellazione di 80 milioni il cui scopo era allarmare e truffare gli utenti, annunci pericolosi su dispositivi mobili, disabilitando oltre 23mila annunci "self-clicking" sulle piattaforme Google, con un aumento significativo rispetto all´anno precedente. Sempre l´anno scorso, inoltre, l´azienda ha rimosso quasi 7 milioni di annunci che cercavano intenzionalmente di aggirare i sistemi di rilevamento di Google.

Google ha rimosso 1,7 miliardi di Bad Ads, annunci 'mascherati' da notizie" - immagine 1

Nel 2016 la società ha anche assistito all’aumento del "tabloid cloaking", un nuovo tipo di annuncio ingannevole che cerca di aggirare il sistema spacciandosi per una notizia. Queste attività fanno spesso leva su temi di attualità come un’elezione, una notizia recente o un personaggio celebre, e gli annunci possono assumere l’aspetto di titoli di un sito di notizie. Ma quando gli utenti cliccano per leggerle, vengono indirizzati a siti che vendono prodotti e non a un articolo.

Per contrastare il cloaking, Google blocca gli stessi inserzionisti e impedisce loro di pubblicare altri annunci sulle sue piattaforme; nel 2016 sono stati oltre 1.300 gli account sospesi per attività di tabloid cloaking. Purtroppo questi annunci hanno spesso successo perché attraggono molti click, per cui un numero limitato di truffatori può generare una grande quantità di pubblicità ingannevoli: a dicembre, ad esempio, sono stati bloccati 22 inserzionisti, responsabili per un traffico di oltre 20 milioni di visualizzazioni in una sola settimana.

"Un web libero e aperto è una risorsa vitale per le persone e le aziende di tutto il mondo. La pubblicità gioca un ruolo chiave nell´assicurare l´accesso a un´informazione online accurata e di qualità, ma la pubblicità ingannevole o pericolosa può rovinare l´esperienza online per tutti. Si tratta di annunci che possono promuovere prodotti illegali o offerte irrealistiche", scrive ancora Spencer, sottolineando che questi annunci "possono indurre con l´inganno le persone a condividere informazioni personali, o infettare i dispositivi con software pericolosi". Per questo, "rappresentano una minaccia per gli utenti, per i partner di Google e per la sostenibilità stessa dell´open web come lo conosciamo".
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Categoria: P2P e Web

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