Dopo la fusione Wind-3, Tim lancia l’alternativa “low cost”

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News del 14 Novembre 16 Autore: Stefano Fossati
Sottoscrivere a luglio un’offerta per la “mirabolante” fibra ottica a 300 Mbps e poi sentirsi dire a ottobre, dopo tre mesi di attesa della connessione, che “non è più disponibile” (in pieno centro di Milano!). Perdere mezza giornata di lavoro per aspettare un tecnico che non si presenta all’appuntamento fissato, naturalmente senza avvertire. Fare due telefonate al 187 a distanza di cinque minuti l’una dall’altra e sentirsi dare da due operatori, alla medesima domanda, risposte diametralmente opposte fra loro. Scoprire da una mail automatica che sulla propria linea sono attivi servizi mai richiesti, mentre quelli richiesti non sono mai stati attivati. Benvenuti nel mondo di (dis)servizi Tim. Ovvero il nuovo marchio unico della vecchia Telecom Italia, una rinfrescata all’intonaco della facciata per apparire una moderna società di servizi di telecomunicazioni integrati su fisso e mobile, nonostante nei fatti le due divisioni operino ancora in maniera ben separata fra loro.

Dopo la fusione Wind-3, Tim lancia l’alternativa “low cost” - immagine 1

In questo calvario che rappresenta l’esperienza di tanti clienti che hanno la malaugurata idea di rivolgersi alle offerte dell’ex monopolista, fa un certo effetto leggere che Flavio Cattaneo, amministratore delegato della società, anziché preoccuparsi di dare ordine al caos dell’organizzazione annuncia durante un roadshow l’intenzione di lanciare addirittura un secondo marchio “no frill” (un´espressione elegante per dire più o meno “low cost”), che proponga servizi basici e a costi contenuti. Un’iniziativa che intende contrastare lo sbarco in Italia di Iliad di Xavier Niel, l’imprenditore che in Francia, con il marchio Free, ha rivoluzionato il mercato con pacchetti ´tutto compreso´ a prezzi bassi, sottraendo importanti quote di clientela agli operatori tradizionali.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, l’avvio delle operazioni di Iliad in Italia – dove punta a conquistare il 10-15% del mercato - è atteso per la prima metà del 2017, grazie alle frequenze cedute da 3 e Wind per avere il via libera alla fusione. Fusione che è ormai cosa fatta a livello societario, anche se almeno per qualche mese i marchi e le offerte resteranno distinti in attesa di completare la complessa integrazione delle due precedenti strutture: ne nascerà “il più grande operatore italiano” per numero di clienti, anche se sul piano della qualità dei servizi la strada da fare è lunga e tutta in salita (mettere insieme le debolezze di due aziende non significa necessariamente realizzarne una forte).

E infatti al momento il numero uno di Telecom, più che dalla nuova “Windtre”, è preoccupato dell’arrivo di Iliad e delle sue offerte a basso costo: del nuovo marchio “low cost” (pardon, “no frill”) che dovrebbe affiancare Tim non si sa molto al momento, ma da quanto filtra dovrebbe essere lanciato nel primo trimestre 2017 e potrebbe non avere i servizi premium che sono parte dell’offerta Tim, o magari proporre un numero ristretto di offerte. Sembra comunque certo che sarà completamente indipendente e complementare rispetto a Tim e dotato di una struttura tutta propria, proponendo i suoi servizi come operatore mobile virtuale sulla rete Tim attraverso la piattaforma di Noverca, acquistata da Acotel il mese scorso. Interessante, sulla carta, ma vista l’esperienza con i servizi del marchio “premium” Tim, rabbrividisco solo al pensiero di come potrebbero essere quelli della sua versione a basso costo.

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