Dispositivi IoT: non parlarne male, potrebbero vendicarsi

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News del 06 Aprile 17 Autore: Stefano Fossati
Parli male del mio prodotto? E io ti lascio fuori dal garage, bloccandoti la porta via internet. Benvenuti nell’era dell’Internet of Things, dove tutto – dalla maniglia della porta di casa alla lavastoviglie – è connesso in Rete e potenzialmente esposto a controllo da remoto, oltre che ad attacchi malware. La vicenda, tanto incredibile quanto esemplare, è accaduta negli Stati Uniti e ha visto protagonista tale Martin, un cliente insoddisfatto di Garadget, un dispositivo IoT da 99 dollari che consente di aprire e chiudere la porta del garage da remoto utilizzando un’app per smartphone.

Potremmo stare qui a disquisire su quali vantaggi presenti questa soluzione rispetto a un tradizionale radiocomando; fatto sta che l’utente in questione ha acquistato un Garadget su Amazon ma, dopo averlo installato, non è rimasto per nulla soddisfatto. Così, con il nickname rdmart7, ha postato in maniera “colorita” le sue lamentele nel forum della community di Garadget, concludendo il messaggio chiedendosi “che razza di pezzo di m..da cui ho appena comprato…”.

Dispositivi IoT: non parlarne male, potrebbero vendicarsi - immagine 1

Non solo: rdmart7 ha rincarato la dose scrivendo una recensione su Amazon che suona più o meno così: “Spazzatura – NON BUTTATE I VOSTRI SOLDI – l’app per iPhone è spazzatura, crasha continuamente, è una società start-up che chiaramente non ha eseguito test appropriati sui suoi prodotti per assicurarne la qualità”.

Tanto è bastato per far perdere le staffe a Denis Grisak, titolare di Garadget, che ha a sua volta postato una piccata risposta sul forum della community: ”Martin, il linguaggio scorretto qui e nella tua recensione negativa su Amazon, pubblicato pochi minuti dopo avere avuto una difficoltà tecnica, dimostra solamente la tua scarsa capacità di controllo. Sono felice di offrire supporto tecnico ai clienti il sabato sera ma non posso tollerare alcun isterismo”. E ha aggiunto: “A questo punto la tua unica possibilità è restituire il Garadget ad Amazon per un rimborso. Al tuo esemplare con ID (segue il numero identificativo del prodotto, ndr) sarà inibita la connessione al server”. Detto fatto: Grisak ha disabilitato l’app dell’utente, impedendogli l’apertura della porta del garage dall’app dello smartphone.

L’episodio, al di là della singolare reazione isterica in risposta ai commenti di un utente accusato di isterismo, fa riflettere su come la diffusione di dispositivi IoT esponga gli utenti a possibili vessazioni, se non a veri e propri ricatti, da parte delle aziende che li hanno realizzati e possono controllarli da remoto. Senza arrivare al comportamento estremo del creatore di Garadget, questo avviene già oggi in maniera del tutto legale, come nel caso degli automobilisti che si sono visti disabilitare da remoto la loro vettura connessa a causa di ritardi nei pagamenti delle rate del finanziamento con cui le hanno acquistate.

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