Contro l'odio online Google sguinzaglia 10mila "valutatori"

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News del 17 Marzo 17 Autore: Stefano Fossati
Giro di vite di Google contro l´odio online: il colosso di Mountain View affida a 10mila “valutatori” il compito di segnalare i siti con contenuti offensivi che vengono indicizzati dal suo motore di ricerca. L´obiettivo è togliere visibilità a chi usa la rete per diffondere insulti, violenza, razzismo e discriminazioni, grazie a modifiche degli algoritmi che visualizzano i risultati delle ricerche sul web.

Big G ha appena aggiornato le oltre 150 pagine di linee guida rivolte ai 10mila operatori che in tutto il mondo sono incaricate di valutare la qualità e la pertinenza dei risultati sul suo motore di ricerca, aggiungendo una sezione dedicata ai "contenuti sconvolgenti-offensivi". I valutatori di Google sono ora chiamati a segnalare - si legge nelle linee guida - "contenuti che promuovono l´odio o la violenza contro gruppi di persone basati su criteri quali la razza o l´etnia, la religione, il genere, la nazionalità o la cittadinanza, le disabilità, l´età, l´orientamento sessuale". Nell’elenco figurano insulti razziali, informazioni su come realizzare attività nocive e "violenza esplicita, tra cui crudeltà sugli animali e abusi sui bambini".

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Fra gli esempi viene citata la ricerca online della "storia dell´olocausto": se tra i risultati compare il forum Stormfront, che sostiene la supremazia bianca e nega la Shoah, questo va segnalato; allo stesso modo, se cercando la frase "razzismo contro i neri" compare tra i risultati un articolo secondo cui gli africani sono geneticamente più simili alle scimmie bonobo che agli uomini bianchi, va contrassegnato come offensivo. Le segnalazioni non hanno effetto immediato, ma vengono prese in considerazione sia dai dipendenti di Google che gestiscono gli algoritmi che determinano i risultati delle ricerche, sia dai sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dall’azienda basati sull´autoapprendimento.

Proprio sull´apprendimento automatico è basato Perspective, un software che Google ha messo a disposizione dei media il mese scorso per individuare i contenuti di odio in rete, in particolare nei commenti dei lettori alle notizie. La tecnologia assegna a ogni commento un punteggio di "tossicità" da 1 a 100 e può essere utilizzata ad esempio per determinare i contenuti da moderare o anche per rimuoverli automaticamente, o ancora per segnalare all´utente che ha scritto frasi offensive e invitarlo a moderare le parole.
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Categoria: P2P e Web

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