Chat Yourself, la chat intelligente che aiuta i malati di Alzheimer

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News del 08 Maggio 17 Autore: Stefano Fossati
Fra WhatsApp, Messenger, Skype, Snapchat e le tante app di messaggistica più o meno simili fra loro che si contendono gli utenti, l’agenzia di comunicazione Young & Rubicam, in collaborazione con Facebook, ne ha realizzata una del tutto speciale grazie al progetto sperimentale Chat Yourself: la prima chat pensata per le persone affette da Alzheimer, da utilizzare per conversare con sé stessi e ottenere in modo automatico informazioni vitali 24 ore su 24.

Ogni anno nel mondo sono quasi 10 milioni i nuovi malati di Alzheimer: numeri importanti per una malattia che, parallelamente al costante invecchiamento della popolazione mondiale, continua ad avanzare anche in termini di isolamento sociale e che, oltre ai malati, coinvolge milioni di famiglie. Chat Yourself è progettato per offrire un aiuto concreto alle persone durante la prima fase della malattia, caratterizzata da perdita della memoria e disorientamento spazio-temporale: avere un sostegno per ricordare elementi essenziali della propria vita quotidiana può davvero fare la differenza e sostenere il malato in una fase di transizione difficile e impegnativa.



In sostanza Chat Yourself è un chatbot – sviluppato da Nextopera -, un assistente virtuale capace di memorizzare l’intera vita di una persona restituendogli su richiesta informazioni fondamentali come ad esempio il nome e il contatto dei propri figli, il percorso per tornare a casa, le scadenze della settimana, eventuali allergie, e altri elementi personali utili ad affrontare al meglio la propria giornata.

Il progetto è stato sviluppato sulla base di Messenger, l’applicazione di messaggistica istantanea di Facebook, utilizzata ogni mese nel mondo da oltre 1,2 miliardi di persone, anche in età avanzata. Il chatbot, che ricorre anche all’intelligenza artificiale, restituisce risposte a ogni genere di domanda, inoltre attraverso l’invio di notifiche push personalizzate ricorda al malato la disponibilità costante di un supporto e lo aiuta a mantenere la routine dell’orario in cui fare colazione o prendere un medicinale.

“Con Chat Yourself abbiamo voluto mettere le nostre competenze tecnologiche e la nostra creatività a disposizione di tutte le persone che ogni giorno devono fare i conti con questa malattia – ha spiegato Vicky Gitto, presidente & Chief Creative Officer di Y&R Italia - dandogli la possibilità di sconfiggere la paura e di recuperare almeno in parte la propria indipendenza”. “Questo progetto non sconfigge l’Alzheimer ma va nella giusta direzione, offrendo ai malati un nuovo modo di vivere la malattia, uno strumento utile ad affrontare le prime fasi dopo la diagnosi, grazie a un supporto che rimpiazza il danno provocato dalla malattia”, ha aggiunto Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva e direttore Polo Invecchiamento e Neuroscienze della Fondazione Policlinico A. Gemelli.

Il progetto Chat Yourself, la cui prima fase durerà per alcuni mesi, è sostenuto da Italia Longeva, network dedicato all’invecchiamento creato dal ministero della Salute, dalla Regione Marche e dall’IRCCS INRCA.

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