Cancellato il Project Titan di Google: niente droni per portare internet ovunque

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News del 13 Gennaio 17 Autore: Stefano Fossati
Se avete in programma la realizzazione di un progetto in ambito tecnologico, chiamatelo come volete, ma non Titan. Sembra infatti che la denominazione “Project Titan” non porti particolarmente bene, non almeno ai due più grandi colossi hi-tech del mondo. Dopo le indiscrezioni relative al drastico ridimensionamento del Project Titan di Apple, passato (nonostante la casa non lo abbia mai confermato) dalla progettazione di un’auto innovativa allo sviluppo di tecnologie per i futuri veicoli a guida autonoma per altri costruttori, ora Google conferma ufficialmente la chiusura del suo “Project Titan”, che avrebbe dovuto portare la connessione a internet nelle più remote zone rurali del mondo utilizzando una flotta di droni a energia solare.

Dopo che il blog 9to5 Google ha lanciato la notizia che il progetto sarebbe stato chiuso da Big G già all’inizio del 2016, un comunicato di X – la divisione di Alphabet-Google responsabile di Titan – ha confermato che “Titan è stato incorporato all’interno di X alla fine del 2015. Poco dopo abbiamo terminato la sperimentazione di aeromobili senza pilota ad alta quota per l’accesso a internet”.

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Il progetto, all’interno del gruppo di Mountain View, aveva preso il via nel 2014 con l’acquisizione di Titan Aerospace: l’operazione sarebbe stata portata a termine – stando a indiscrezioni – principalmente per evitare che la società finisse nelle mani di Facebook, che pure stava sperimentando la possibilità di fornire accesso a internet attraverso i droni. All’interno di Google, tuttavia, Titan si poneva in concorrenza diretta con Project Loon, iniziativa con finalità simili ma basata sull’impiego di palloni aerostatici. Inoltre, dopo l’avvio dei test nel 2015, segnati fra l’altro dalla perdita di un prototipo precipitato nel deserto dell’Arizona, Titan si sarebbe trovato ad affrontare difficoltà tecniche e avrebbe prosciugato in poco tempo il budget assegnatogli.

Oggi Google ammette nel comunicato che, “al confronto, allo stato attuale la flessibilità tecnica ed economica di Project Loon presenta prospettive molto più promettenti per connettere parti rurali e remote del mondo”. Il gruppo aggiunge che “molti” componenti dello staff di Titan sono stati riassegnati ad altre divisioni, comprese la stessa Project Loon e Wing, che prevede di utilizzare i droni per la realizzazione di un servizio di consegne a domicilio.

Per la cronaca, anche gli esperimenti di Facebook con i droni sono stati costellati da svariati problemi: lo scorso giugno il prototipo Aquila è precipitato nel corso di un test di volo, con la conseguente apertura di un’indagine da parte dell’Autorità nazionale sulla sicurezza dei trasporti.

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