Apple e Amazon valutano azioni legali contro Trump

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News del 02 Febbraio 17 Autore: Stefano Fossati
La “guerra” dei colossi tecnologici statunitensi contro il neopresidente Donald Trump e la sua crociata anti-immigrazione è ufficialmente iniziata: praticamente tutte le aziende del settore – da Google a Microsoft, da Amazon ad Airbnb, solo per citarne alcune – hanno reagito compatte e con durezza (con poche “timide” eccezioni) all’ordine con cui Trump ha chiuso le frontiere per 90 giorni ai cittadini di sette Paesi musulmani (Siria, Iran, Iraq, Yemen, Sudan, Somalia e Libia), accuratamente selezionati fra quelli in cui il politico-tycoon non ha interessi economici.

Ora il CEO di Apple, Tim Cook, si dice pronto ad andare oltre, valutando la possibilità di un’azione legale contro il provvedimento. In un’intervista al Wall Street Journal, il numero uno di Cupertino ha ribadito l’opposizione della sua azienda al bando presidenziale e ha spiegato di avere esercitato pressioni su membri di primo piano della Casa Bianca affinché sia ritirato. Inoltre, ha aggiunto, Apple si è impegnata a raddoppiare le donazioni fatte dai dipendenti a favore delle raccolte fondi per i rifugiati.

Apple e Amazon valutano azioni legali contro Trump - immagine 1


“Più di ogni altro Paese del mondo – ha detto Cook – questo Paese deve la sua forza alla nostra storia di immigrazione e alla nostra capacità e abilità come persone di accogliere persone di qualsiasi provenienza. Questo è ciò che ci rende speciali”.

Il provvedimento di Trump è stato condannato nel weekend da oltre un centinaio di top manager di aziende hi-tech statunitensi, che lo hanno definito “antiamericano” e hanno evidenziato come colpisca i loro dipendenti e l’innovazione. Lunedì più di 400 amministratori, fondatori e investitori di società tecnologiche hanno firmato a New York una lettera aperta al presidente chiedendo la revoca della misura, mentre il CEO di Amazon Jeff Bezos ha detto di essere anch’egli al lavoro con gli avvocati per valutare eventuali azioni legali contro le restrizioni all’ingresso negli USA. Google, intanto, ha raccolto quattro milioni di dollari da destinare al sostegno agli immigrati colpiti dall’ordine esecutivo.

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