Alexa di Amazon arriva sugli smartphone e sfida Google Now e Siri

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News del 23 Gennaio 17 Autore: Stefano Fossati
Amazon ci riprova con gli smartphone. No, nessun piano per un nuovo Fire Phone, dopo il flop del primo (e finora unico) tentativo del gruppo di Jeff Bezos di lanciare un proprio telefono. Stavolta il colosso dell’ecommerce ha preferito siglare un accordo con Huawei per integrare il suo assistente digitale Alexa nello smartphone Mate 9, limitatamente – per ora – al mercato statunitense. Di per sé, l’iniziativa ha una portata abbastanza limitata, per quanto il Mate 9 possa vantare buoni risultati di vendita oltreoceano; tuttavia, potrebbe segnare l’inizio di una nuova sfida di Amazon a Google e Apple nel campo delle intelligenze artificiali per i dispositivi mobili.

Alexa di Amazon arriva sugli smartphone e sfida Google Now e Siri - immagine 1

Certo, Google Now e Siri partono avvantaggiate dal fatto di essere parte integrante dei sistemi operativi dei due gruppi (rispettivamente Android e iOS): del resto, sullo stesso Mate 9 “americano” Alexa non sostituisce ma affianca Google Now, dando vita di fatto a una “ridondanza” di assistenti vocali (situazione peraltro simile a quella di diversi smartphone Samsung Galaxy, che accanto a Google Now offrono S-Voice della casa coreana), Ma allora, quali sono i motivi per cui un utente dovrebbe scegliere quello di Amazon anziché quello “nativo” della piattaforma software del proprio dispositivo? Sostanzialmente, perché attraverso le “skill” è in grado di connettersi direttamente a molte applicazioni senza la necessità di avviarle prima di attivarne una funzione: così, ad esempio, si potrà chiedere “Alexa, chiedi a Twitter che cosa sta succedendo”. E poi perché Alexa è in grado di controllare attraverso comandi vocali un maggior numero di dispositivi della casa connessa, oltre naturalmente al fatto che permette di fare acquisti direttamente sulla piattaforma Amazon, sempre tramite comandi vocali.

Altre funzionalità, come la possibilità di chiedere notizie e previsioni meteo o lanciare un’app tramite richieste vocali, sono già supportate anche da Google Now e Siri, rispetto ai quali Alexa ha anche alcuni limiti come l’impossibilità di impostare una sveglia o un timer (anche se Huawei ha fatto sapere di essere al lavoro per implementare questa funzione in futuro) e soprattutto l’incapacità di conoscere la posizione dell’utente (il servizio è basato sul cloud e non ha accesso al GPS dello smartphone), rendendo meno immediato l’accesso a servizi e ricerche geolocalizzati. Inoltre, mentre Google Now e Siri sono “always on”, possono cioè essere attivati tramite comando vocale in qualsiasi momento (a patto che il dispositivo sia sbloccato), Alexa deve essere attivato avviando la relativa app.

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