Airbnb limita i giorni di home sharing a Londra e Amsterdam. Presto anche in Italia?

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News del 02 Dicembre 16 Autore: Stefano Fossati
Airbnb mette un limite al numero di giorni in cui gli utenti possono affittare le loro case a Londra e Amsterdam . Dopo anni di battaglie con le rispettive autorità locali, il colosso dell’home sharing ha deciso di stabilire nuove regole in queste due città: a partire dal prossimo gennaio, nella capitale britannica non si potrà offrire una casa su Airbnb per più di 90 giorni in un anno solare, mentre in quella olandese il limite è di 60 giorni all’anno. A meno che, ovviamente, i proprietari non decidano di acquisire una regolare licenza di affittacamere e pagare le relative imposte.

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A di là delle conseguenze che i limiti avranno sugli utenti di Airbnb a Londra e Amsterdam, fra le piazze “top” per la piattaforma, la novità ha una rilevanza globale perché potrebbe rappresentare un modello da seguire per le città di tutti i numerosi Paesi (compresa l’Italia) in cui l’attività della società americana è al centro di polemiche, con l’accusa di offrire a molti proprietari di case un escamotage per esercitare l’attività di affittacamere in maniera continuativa aggirando le regole in materia fiscale, di igiene e di sicurezza. In alcune grandi città come Parigi, Barcellona, New York, San Francisco e Los Angeles Airbnb è oggetto di azioni legali che potrebbero minacciare la possibilità di proseguire la sua attività in futuro: per questo, dopo un iniziale atteggiamento intransigente, i vertici dell’azienda hanno ultimamente ammorbidito le loro posizioni e hanno iniziato a dialogare con le autorità per trovare soluzioni condivise.

Secondo i dati forniti dalla stessa Airbnb, a Londra gli host affittano “tipicamente” le loro case attraverso la piattaforma per 50 notti all’anno, realizzando un guadagno medio di 3500 sterline (poco più di 4100 euro), mentre ad Amsterdam la media annuale è di 28 giorni e 3800 euro di ricavi. “Una casa dovrebbe rimanere una casa: con questo nuovo approccio dimostriamo che lavorare assieme con piattaforme come Airbnb consente alla città di avere nuove ed efficaci armi per combattere gli alberghi illegali”, spiega in una nota Laurens Ivens, assessore alla Casa del Comune di Amsterdam. E visto il dibattito in corso dalle nostre parti, non è da escludere che regole simili possano essere adottate nel prossimo futuro anche dalle maggiori città italiane.

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