Addio a Cyanogen, “l’altro Android” che sognava di “uccidere” Google

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News del 27 Dicembre 16 Autore: Stefano Fossati
Addio al sogno di Cyanogen, l’alternativa alla versione ufficiale di Android (quella di Google) che per anni ha alimentato la comunità di sviluppatori di “mod” open source del sistema operativo più diffuso su smartphone e tablet. Con poche, laconiche righe sul blog ufficiale, la società Cyanogen Inc. ha annunciato il 23 dicembre che, “nell’ambito del consolidamento in corso”, cesserà il prossimo 31 dicembre tutti i servizi e lo sviluppo di nuove “nightly builds” di Cyanogen Os. Nel comunicato si precisa che “il progetto open source e il codice sorgente resteranno disponibili per chiunque voglia realizzare personalmente delle CyanogenMod”.

La società non specifica come si concretizzerà il “consolidamento in corso”, ma è probabile che si focalizzerà sulla messa a punto di modifiche e personalizzazioni di Android per conto dei produttori di hardware, anziché sullo sviluppo di una versione “migliorata” del sistema operativo. Questo significa che, fra meno di una settimana, tutti i dispositivi basati su Cyanogen Os, come il OnePlus One o il Lenovo ZUK Z1, non riceveranno più aggiornamenti ufficiali e i loro possessori non potranno fare altro che sperare nell’eventuale rilascio di future “CyanogenMod” da parte della comunità degli sviluppatori. Gli stessi sviluppatori che tuttavia, il giorno dopo l’annuncio della chiusura, hanno ammesso che la fine di Cyanogen è un “colpo mortale” per CyanogenMod, il cui testimone viene idealmente raccolto da Lineage, nuova comunità per lo sviluppo di versioni personalizzate di Android creata da alcuni membri del team originario di CyanogenMod e annunciata proprio alla vigilia di Natale, all’indomani del comunicato di Cyanogen Inc.

Addio a Cyanogen, “l’altro Android” che sognava di “uccidere” Google - immagine 1

Nato otto anni fa, il progetto CyanogenMod era basato sulla versione open source di Android (AOSP). Nel 2013 era stata costituta a Palo Alto la startup Cyanogen Inc. con l’ambizioso obiettivo di realizzare e vendere versioni commerciali del sistema operativo che, nel frattempo, si era largamente diffuso nella community open source e fra gli utenti più “smanettoni”; tuttavia, nonostante l’azienda rivendicasse la superiorità della propria “interpretazione” di Android rispetto a quella “originale” (con un’infelice battuta, l’ex CEO di Cyanogen Kirk McMaster aveva definito la propria azienda una “pallottola nella testa di Google”), il business di Cyanogen non è mai decollato, in mancanza di accordi di rilievo con i produttori di dispositivi.

Nei mesi scorsi si erano susseguite le notizie di licenziamenti e della chiusura dell’ufficio di Seattle, passando per l’arrivo di Lior Tal sulla poltrona di CEO al posto del cofondatore McMaster, pubblicamente indicato da Steve Kondik (anima di CyanogenMod e altro cofondatore di Cyanogen Inc.) di essere il principale responsabile del fallimento del modello di business della società. Smanettoni e produttori in cerca di alternative alla versione Google di Android dovranno attendere il rilascio delle prime mod “targate” Lineage, ma non è detto che si tratterà di un’attesa breve.

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