Sorpresa: i floppy esistono ancora. Li usa il Pentagono per le armi nucleari…

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News del 29 Luglio 16 Autore: Stefano Fossati
Diciamo la verità: da quanto tempo non vedi più un floppy disk? Ai lettori più giovani, questa espressione potrebbe addirittura non dire nulla o evocare al massimo tecnologie superate e ormai dimenticate. Proprio ora mi accorgo che il computer desktop assemblato su cui sto scrivendo è ancora dotato di lettore di floppy (integrato in quello di memory card, l’unica ragione per cui è ancora lì…), ma non ricordo minimamente quando sia stata l’ultima volta che l’ho usato. Del resto, non ce n’è motivo: se negli anni ’90 questi dischetti erano il supporto di memoria removibile standard in ogni pc, la multimedialità e la conseguente sempre maggiore dimensione dei file (di musica, foto, video), così come la crescente complessità dei software finirono per rendere pressoché inutili i miseri 1,44 megabyte di capacità dei floppy da 3,5 pollici, insufficienti a contenere anche un solo brano mp3 di qualità decente, mentre si apriva la strada prima a cd e dvd scrivibili e riscrivibili, poi a chiavette USB e schede di memoria, piuttosto che a servizi cloud in cui archiviare i propri file per averli a disposizione ovunque vi sia una connessione internet.

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Dopo questa premessa sei definitivamente convinto che i floppy disk siamo morti e sepolti? Niente affatto. Beh, forse li userà ancora qualche anziano rimasto affezionato al suo computer 386 di vent’anni fa, oppure qualche organizzazione nei Paesi in via di sviluppo per salvare semplici documenti di testo? Niente affatto. A usare ancora i floppy disk nel 2016 è nientemeno che il Pentagono. Si, quel Pentagono, il cuore del sistema di difesa del Paese più potente del mondo, il luogo dove vengono pianificate e dirette campagne militari in tutto il pianeta, lotta al terrorismo globale e strategie per la protezione degli Stati Uniti d’America. E non pensare che i floppy vengano usati in qualche archivio polveroso per classificare vecchi documenti dei tempi della prima guerra in Iraq: no, i floppy sono impiegati nei sistemi che controllano cosette come missili balistici intercontinentali, bombardieri nucleari e aerei cisterna di supporto. Già, perché questi sistemi sono basati su computer IBM Serie 1 risalenti agli anni ’70, che ovviamente non sanno nemmeno cosa sia una porta USB o un bus SATA.

Proprio così: alcuni degli armamenti più devastanti del mondo sono “nelle mani” di tecnologie vecchie di quarant’anni. Tanto che, per inciso, i floppy disk che utilizzano non sono nemmeno quelli da 3,5 pollici a cui ci riferivamo all’inizio di questo articolo e che qualche pc in circolazione (come il mio) ancora supporta, bensì gli ancora più "antichi" dischetti da 8 pollici con capacità di 237,25 kilobyte (sì, ho scritto bene, kilobyte!) per disco: per eguagliare la capacità di una semplice microSD da 32 GB attuale ce ne vorrebbero più di 130mila.

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La notizia è emersa perché l’Accountability Office del governo statunitense ha diffuso un report in cui sottolinea, bontà sua, che il Pentagono è uno dei dipartimenti in cui urge rimpiazzare “sistemi obsoleti”, il cui mantenimento costa peraltro ai contribuenti americani qualcosa come 61 miliardi di dollari all’anno, ovvero il triplo degli investimenti che sarebbero necessari per la loro sostituzione con tecnologie IT attuali. Per fortuna, una portavoce del Dipartimento della Difesa ha solertemente riferito all’agenzia AFP che è in programma la sostituzione dei floppy con dispositivi digitali sicuri. Non subito, però: se ne parlerà alla fine del 2017. E per la modernizzazione dell’intero sistema di controllo degli armamenti ci vorrà qualche anno in più, visto che sarà completata solo entro la fine del 2020.

D´altra parte, il Tesoro Usa è messo ancora peggio, visto che – stando allo stesso report – usa computer basati su linguaggi di programmazione risalenti agli anni ’50. Ma lì, almeno, non si maneggiano armi nucleari… E a chi si chiedesse come sia possibile che il Pentagono utilizzi tecnologie tanto antiquate per funzioni così delicate, la portavoce risponde candidamente: “Il sistema è rimasto in uso perché, per farla breve, funziona ancora”. Ineccepibile. Pensaci, prima di decidere di cambiare il tuo smartphone comprato solo due anni fa: è molto più potente dei computer del Pentagono.

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