Addio SUV, inizia l´era degli SDV: ecco come le auto driverless cambieranno le nostre città

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Articolo del 10 Aprile 17 Autore: Stefano Fossati
Dopo i SUV (Sport Utility Vehicle), il nuovo trend a quattro ruote sarà rappresentato dagli SDV, ovvero i “Self Driving Vehicle”, le auto a guida autonoma che, è ormai certo, nel giro di qualche anno inizieranno a invadere le strade di mezzo mondo. Una rivoluzione, probabilmente la più grande in questo settore da quando, oltre un secolo fa, venne realizzata la prima automobile: non a caso molti colossi tecnologici (Google in primis, ma probabilmente anche Apple, nonostante le voci di un impasse), automobilistici (BMW, Ford, Volvo, General Motors, Fiat Chrysler, Tesla…), della componentistica (Bosh) e della mobilità (Uber) stanno da anni investendo pesantemente nello sviluppo e nella sperimentazione di sistemi che, probabilmente già a partire dal 2018, inaugureranno ufficialmente l’era delle “auto senza conducente”.

Addio SUV, inizia l´era degli SDV: ecco come le auto driverless cambieranno le nostre città - immagine 1
Per avere un’idea, sia pure solo parziale, di come potranno apparire le nostre città nel 2020 o giù di lì, si può già oggi fare un giro a Pittsburgh o a Singapore, dove Uber e la startup statunitense nuTonomy stanno sperimentando i primi servizi di taxi “driverless”. Ma è solo un piccolo, piccolissimo assaggio di ciò che ci aspetta dal prossimo decennio: secondo uno studio elaborato dal Boston Consulting Group, multinazionale di consulenza strategica di business, insieme al World Economic Forum, la diffusione dei self driving vehicle porterà una serie di cambiamenti radicali nel modo di vivere le stesse città, con notevoli benefici a livello sia individuale sia sociale.

Gli analisti di Boston Consulting non hanno ovviamente la sfera di cristallo: il rapporto, diffuso nella settimana della mobilità sostenibile, traccia comunque quattro possibili scenari di come potrebbero trasformarsi il traffico e le abitudini delle persone in ambito urbano attorno al 2030: il primo, quello meno “rivoluzionario”, prevede che gli SDV, a causa dei costi elevati, costituiranno un segmento “premium” nel mercato automobilistico, acquistati da un quarto degli abitanti delle città, dove peraltro si diffonderanno notevolmente i veicoli elettrici (circa un terzo di quelli privati e il 90% dei nuovi taxi) ma il calo del numero dei veicoli in circolazione sarà modesto; il secondo scenario ipotizza incentivi da parte delle autorità per l’acquisto di SDV, che raggiungeranno una quota del 60% dei veicoli privati e dei taxi, con un calo dell’8% delle auto in circolazione in città; il terzo scenario prevede invece interventi normativi per disincentivare il possesso di auto private, che si tradurrebbe in un dimezzamento del numero di veicoli in circolazione in città e in un boom nell’uso di servizi di car sharing con mezzi driverless; il quarto scenario si realizzerebbe se le istituzioni cittadine offrissero incentivi al ride sharing e all’uso degli SDV, incoraggiando gli utenti a condividere lo stesso taxi driverless per tragitti comuni, portando a una riduzione di quasi il 60% delle auto circolanti rispetto a oggi.



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