I bancomat? Ora si svaligiano con un malware. Colpa (anche) di Windows XP

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News del 13 Agosto 16 Autore: Stefano Fossati
Sfogliando le pagine di cronaca dei giornali, capita ancora di leggere di malviventi che rapinano apparecchi bancomat strappandoli letteralmente dalla loro sede, di notte, utilizzando un carro attrezzi o una ruspa. Metodo “antico” e poco sicuro: l’operazione è molto rumorosa e una ruspa non passa proprio inosservata… Così, sempre più spesso i bancomat (o più propriamente ATM-Automated Teller Machine o casse bancarie automatiche) sono presi di mira da attacchi informatici, più “discreti” e difficili da individuare in tempo reale, attraverso i quali i criminali informatici cercano di sottrarre sia il denaro contenuto al loro interno sia i dati delle carte dei clienti.

I bancomat? Ora si svaligiano con un malware. Colpa (anche) di Windows XP - immagine 1

I bancomat, del resto, sono sostanzialmente dei personal computer, il più delle volte basati su una versione di Windows, e come tali sono quindi attaccabili da malware: secondo uno studio realizzato da Trend Micro, società specializzata in sicurezza informatica, insieme con il Centro Europeo per il Cybercrime di Europol (EC3) ci sono già stati dei casi di attacchi condotti con successo con malware creati appositamente per ATM. Lo scorso anno il numero degli attacchi registrati è aumentato del 15% rispetto al 2014, il che fa capire come gruppi criminali organizzati abbiano già creato degli hacking toolset dedicati. Solo nel primo semestre 2015 queste azioni hanno consentito agli hacker di rubare complessivamente circa 150 milioni di euro.

“Sono state registrate perdite internazionali in 10 Paesi interni al SEPA (Area Unica dei Pagamenti in Euro) e in 53 al suo esterno. A livello globale i Paesi più colpiti sono stati gli USA, l’Indonesia e le Filippine”, fa sapere la European ATM Security Team. Le banche, in molti casi, hanno le loro colpe: lo studio rivela infatti che, fra i fattori che favoriscono l’utilizzo di hacking toolkit contro i bancomat, uno dei principali è l’utilizzo di sistemi operativi antiquati come Windows XP che, non essendo più supportato da Microsoft, non riceve più patch di sicurezza. Nonostante ciò, per quanto possa sembrare incredibile, questa vecchia versione di Windows è ancora alla base di numerosi ATM. C’è poi ovviamente da considerare la sempre maggiore sofisticazione dei criminali ma anche la decisione dei produttori di ATM di impiegare middleware che permettono alle APIs di comunicare con dispositivi periferici come PIN pad e altri.

I bancomat? Ora si svaligiano con un malware. Colpa (anche) di Windows XP - immagine 2

Grazie al supporto dell’Europol, la ricerca ha analizzato anche analizzato i principali tipi di malware in circolazione, che sono solitamente installati attraverso CD-drive o dispositivi USB. Riguardo alle aree in cui è stato registrato il maggior numero di attacchi, il fatto che in testa vi siano America Latina ed Europa dell’Est evidenzia le carenze di misure di sicurezza nelle banche di queste zone. E, alla luce dei successi ottenuti finora da molti attacchi, i ricercatori di Trend Micro ipotizzano che presto i malware per ATM diventeranno ricercatissimi sul mercato illegale dei tool cybercriminali.
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Categoria: Sicurezza

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