All’asta Quick.com, fra i più antichi domini del web

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News del 06 Aprile 16 Autore: Stefano Fossati
Va all’asta uno dei domini più antichi della storia del web. Era infatti il 31 gennaio 1987 quando venne registrato Quick.com: ben pochi, all’epoca, sapevano dell’esistenza di internet e ancora meno erano coloro che se ne interessavano. Stando alla casa d’aste Heritage Auctions, Quick.com fu l’85mo dominio registrato al mondo dopo l’apertura della registrazione dei domini internet (il primo in assoluto fu Symbolics.com nel 1985) e sarà aggiudicato al miglior offerente il prossimo 19 aprile a San Francisco insieme con altri domini interessanti come Balloon.com, Blaze.com, Helicopter.com, Jolt.com e l’ambitissimo – in quanto formato da sole due lettere – Ve.com.

Quick.com è appartenuto in passato a una società americana di consegne veloci di alimentari. Heritage sottolinea che è un fatto estremamente raro che uno dei primi 100 domini registrati nella storia venga messo pubblicamente in vendita; fra questi 100 ci sono numerosi marchi importanti come HP.com (nono in ordine di tempo), IBM.com (11mo), Intel.com (13mo), ATT.com (della compagnia telefonica Usa AT&T, 15mo), GE.com (di General Electric, 20mo), Boeing.com (26mo), Adobe.com (42mo), Apple.com (64mo), Philips.com (67mo), Cisco.com (73mo), Dupont.com (81mo), Lockheed.com (82mo), giusto per citarne alcuni.

All’asta Quick.com, fra i più antichi domini del web - immagine 1

L’asta è già iniziata online e Quick.com – denominazione di sicuro interesse per un’azienda che voglia destinarlo a qualche servizio “veloce” - risulta essere uno degli “articoli” più contesi, avendo già raggiunto nel momento in cui scriviamo gli 80mila dollari; nessuna offerta per ora, invece, per Tablets.com, forse per il prezzo base piuttosto elevato (47.500 dollari) e nemmeno per il più abbordabile Daiquiri.com, al momento ancora fermo al prezzo base di 3.750 dollari. La star dell’asta è ovviamente Ve.com, già volato a 300mila dollari dopo i primi rilanci. Ricordiamo che, nel 2014, l’azienda cinese di elettronica Xiaomi sborsò ben 3,6 milioni di dollari per acquistare il dominio Mi.com, che intendeva utilizzare per la sua omonima linea di dispositivi mobili.

Fra i domini in vendita uno dei più “popolari” è XFactor.com, attualmente a 12.500 dollari; i meno richiesti all’asta di Heritage risultano essere invece quelli formati da sigle difficili da memorizzare, come NJOQ.com, SAXQ.com o IXUJ.com, ma anche TartanJacket.com non risulta essere affatto in testa ai desideri dei potenziali acquirenti: questi domini totalizzano infatti offerte per circa un centinaio di dollari l’uno. Chissà, magari fra questi nomi si nasconde l’affare…
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Categoria: P2P e Web

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