Jack Dorsey: il bastone e la carota. Prima licenzio, poi premio.

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News del 27 Ottobre 15 Autore: Pinter
Jack Dorsey: il bastone e la carota. Prima licenzio, poi premio.
Dopo aver licenziato 336 dipendenti, il nuovo amministratore delegato di Twitter decide di regalare 200 milioni di dollari in azioni ai dipendenti rimasti.

Da quando Jack Dorsey è stato scelto come nuovo amministratore delegato, in pianta stabile, di Twitter, la società ha subito molti cambiamenti nell´arco di poche settimane, lanciando una serie di nuovi strumenti per gli utenti, come la funzione Moments e il più recente Poll, ma prendendo anche decisioni molto difficili.

Dopo il licenziamento di 336 dipendenti, resosi necessario per riorganizzare interamente la società e tagliare le spese, Dorsey nei giorni scorsi ha confermato l´intenzione di donare ai suoi dipendenti una quantità di azioni pari all´1% del valore della società: "voglio reinvestire direttamente nelle persone che lavorano con me. Preferisco possedere una quota di azionariato più piccola, in un’azienda più grande. E noi renderemo Twitter sempre più grande".

Considerando il valore attuale di Twitter, si tratta di una cifra che si aggira intorno ai 200 milioni di dollari in azioni, un gesto certamente importante e positivo.

Ma le analisi degli esperti sono spietate e lasciano ben poco scampo: Twitter perde colpi. Pochi giorni prima in effetti aveva annunciato il licenziamento di trecento dipendenti, cioè l’8% della sua forza lavoro. Dietro c’è una disaffezione del pubblico. Arrivato a 315 milioni di utenti, Twitter sembra avere raggiunto un tetto. Quasi altrettanto numerosi sono gli utilizzatori che hanno assaggiato questo social media e poi lo hanno abbandonato. Da tempo ormai la crescita langue a ritmi lentissimi. Molti indirizzi sono inattivi. In un solo trimestre, è sceso del 33% il tempo trascorso dall’utente medio a leggere o a mandare dei “tweet” (che si traduce appunto in cinguettìo). 

Sembra che Twitter sia diventato sinonimo di tutto ciò che si può criticare nella cultura dei social media: superficialità, banalità, brusìo effimero, distrazione costante della nostra attenzione. Però quello che fa davvero la differenza è un altro fattore di debolezza, di natura molto diversa: riguarda la raccolta pubblicitaria. Facebook, e la sua controllata Instagram,Google e la sua controllata YouTube: sono questi gli avversari ben più potenti che catturano la fetta maggiore del mercato pubblicitario online. Twitter non riesce a presentarsi come un contenitore pubblicitario abbastanza attraente in confronto ad altri social media. Alla fine è sempre su quel fronte che si svolge la competizione decisiva: la guerra quotidiana per catturare la nostra attenzione e bombardarci di messaggi pubblicitari; oppure, rovesciando l’operazione, per vendere alle aziende tutte le notizie su di noi, saccheggiare la nostra privacy, analizzare i nostri gusti e le nostre spese.
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Categoria: P2P e Web

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