AdBlock si lascia corrompere... e non blocca più!

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News del 03 Febbraio 15 Autore: Pinter
AdBlock si lascia corrompere... e non blocca più!
Un recente report del Financial Times solleva il velo su un argomento che, verosimilmente, genererà più di un malumore nella dirigenza delle aziende coinvolte in una prassi che, ad una prima analisi, può non apparire propriamente corretta. Il Financial Times punta l´indice su Google, Microsoft e Amazon, oltre che su Taboola, affermando che tutti avrebbero versato somme di denaro a Eyeo, la start-up tedesca che ha realizzato e gestisce AdBlock Plus, il più diffuso sistema per il blocco degli avvisi pubblicitari dei siti web.

I pagamenti sarebbero stati effettuati per evitare il blocco con AdBlock Plus delle pubblicità delle quattro aziende, che avrebbero pertanto una sorta di ´corsia preferenziale´ e la capacità di scavalcare, in ultima istanza, le scelte degli utenti che decidono di bloccare le pubblicità con il tool sviluppato da Eyeo..

In termini sostanziali, AdBlock rappresenta una minaccia per aziende come Google che traggono gran parte dei propri profitti dalla pubblicità inserita nelle pagine web. Google, formalmente, ha assunto delle posizioni molto nette nei confronti del tool, rimuovendo, ad esempio, l´applicazione di AdBlock dal Play Store.

Google , Amazon e Taboola hanno rifiutato di commentare il report del Financial Times, mentre Microsoft ha dichiarato:

Microsoft darà sempre ai consumatori una scelta per quanto riguarda la pubblicità. Siamo impegnati a lavorare con i partner che condividono la nostra visione, il forte impatto del marchio e la scelta dei consumatori

Una risposta ´diplomatica´ che non entra nel merito della vicenda, sostanzialmente. Per completezza di informazione, è corretto aggiungere che Eyeo - in maniera abbastanza trasparente - ha previsto un meccanismo in base al quale determinati avvisi pubblicitari possono essere inseriti in una ´whitelist´ (e come tali non bloccati) a patto che siano ´acceptable ads´, ovvero pubblicità ´trasparenti circa la loro natura di pubblicità´ e non tali da ´distruggere e alterare i contenuti della pagina che si sta cercando di consultare´. Entrare nella whitelist è gratuito per piccoli blog e siti web, mentre le compagnie più rilevanti devono corrispondere un prezzo. L´entità non è nota, ma un´azienda di cui il Financial Times non fa il nome afferma di aver ricevuto la richiesta da parte di Eyeo di versare l´equivalente del 30% delle entrate pubblicitarie aggiuntive generate dal mancato blocco.

Il problema è che il concetto di ´acceptable ads´ resta piuttosto ampio e non è possibile sapere se le aziende più grandi, che ne hanno la possibilità, stanno semplicemente pagando AdBlock per ottenere un trattamento di favore, al di fuori delle regole descritte.
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Categoria: P2P e Web

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