L’app Pokemon Go spopola sugli smartphone. In barba alla privacy

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News del 12 Luglio 16 Autore: Stefano Fossati
Dopo il boom degli anni Novanta, i Pokemon tornano improvvisamente al top della popolarità, questa volta grazie a un gioco per smartphone Android e iOS. I simpatici personaggi creati da Nintendo sono infatti protagonisti di Pokemon Go, un’app che, a pochi giorni dal debutto negli Stati Uniti è già diventata un fenomeno. Tanto che, in 24 ore, ha superato per numero di download su dispositivi Android la popolare app di incontri Tinder e ha avvicinato persino Twitter, mentre il suo utilizzo medio ha scavalcato nientemeno che quello delle app di messaggistica WhatsApp e Snapchat. Persino lo storico tema musicale dei Pokemon è ufficialmente una hit su Spotify, mentre sui social diventano virali le foto delle persone intente a giocare.

Pokemon Go è un gioco per smartphone basato sulla realtà aumentata: gli utenti devono cercare i Pokemon nell´ambiente reale seguendo indizi che arrivano sullo schermo del telefonino. Ne scaturiscono veri e propri inseguimenti per le strade, nei parchi, sulle spiagge. E la cronaca riporta i casi di una ragazza nel Wyoming che si è imbattuta in un cadavere mentre girava in un parco alla ricerca dei Pokemon, mentre nel Missouri la polizia ha “beccato” dei ragazzi che usavano la geolocalizzazione del gioco per derubare delle persone.

L’app Pokemon Go spopola sugli smartphone. In barba alla privacy - immagine 1

Il successo dell’app premia la strategia lanciata lo scorso anno da Nintendo: dopo essersi tenuta per anni lontana dai giochi per smartphone e tablet, la casa giapponese ha iniziato a guardare con interesse ai dispositivi mobili a seguito dello scarso successo ottenuto dalla console Wii U. Anche se, per il momento, l’azienda non si sbilancia di fronte a quanti chiedono se, a seguito del boom di Pokemon Go, arriveranno altri giochi per smartphone nel prossimo futuro. Anche se gli investitori ci scommettono: dal lancio del gioco, le quotazioni di Nintendo in borsa sono aumentate di oltre il 60%.

Ma intanto è polemica sull’accesso ai dati degli utenti da parte dell’applicazione: l´esperto di cybersicurezza Adam Reeve ha infatti scoperto che Niantic Labs, la società che ha sviluppato Pokemon Go congiuntamente con Nintendo, ha il completo accesso all’account Google degli utenti dell’app su iOS. Questo significa che l’azienda, oltre ad avere tutti i dati del giocatore, potrebbe potenzialmente prendere possesso del suo account Gmail per leggere e inviare email, piuttosto che mettere le mani sui suoi documenti e sulle sue foto, oppure postare messaggi a suo nome. Su Android, invece, l´app non ottiene lo stesso accesso completo all´account Google dell´utente.

Niantic Labs è stata fondata come startup all´interno della stessa Google nel 2010, ma è diventata una società indipendente nell´ottobre 2015, a seguito della ristrutturazione aziendale di Google che ha portato alla creazione della holding Alphabet.

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