Whatsapp ora può condividere anche i Pdf. E strizza l’occhio alle aziende

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News del 04 Marzo 16 Autore: Stefano Fossati
Whatsapp guarda sempre di più (anche) alle aziende nel suo processo di rinnovamento. La diffusissima app di messaggistica istantanea di proprietà di Facebook, utilizzata oggi da oltre un miliardo di persone in tutto il mondo, consente ora di condividere con i propri contatti anche documenti Pdf, oltre a video e fotografie. Non solo: i file Pdf, così come del resto anche immagini e video, possono essere condivisi anche direttamente dalla cloud, in particolare da Google Drive, Onerive, Dropbox e, solo per gli utenti di iPhone, iCloud.

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La novità è stata introdotta nell’ultimo aggiornamento dell’app, sia per Android sia per iOS, ragion per cui, se non avete abilitato gli aggiornamenti automatici, per usufruire della nuova funzionalità è necessario procedere all’installazione della nuova versione di Whatsapp da Play Store o App Store. Per ricevere documenti Pdf, anche il destinatario dovrà avere installato sul suo dispositivo la più recente versione dell’app. Nel caso che il documento, la foto o il video da condividere con un altro contatto si trovino sulla cloud, il file sarà innanzi tutto scaricato sullo smartphone, dopodiché l’utente potrà scegliere se procedere all’invio o annullare l’operazione.

La condivisione di documenti è stata introdotta pensando soprattutto alla clientela business, in particolar modo alle aziende che possono ora utilizzare Whatsapp come alternativa all’email per inviare ai clienti ricevute, biglietti o brochure in Pdf. Tanto più che la funzionalità di crittazione dei messaggi rende l’app di messaggistica di Facebook più sicura dei classici Sms per l’invio di informazioni sensibili.

Il mese scorso Whatsapp ha annunciato la cancellazione della quota di abbonamento annuale di 89 centesimi e l’intenzione di puntare a diventare la piattaforma ideale per mettere in contatto le aziende con i loro clienti, ma solo per le comunicazioni desiderate da questi ultimi. Niente spamming o pubblicità nei messaggi, dunque, ma un vero e proprio canale di comunicazione attraverso il quale, ad esempio, le compagnie aeree possono informare i viaggiatori dei ritardi di un volo o le banche possono inviare ai titolari di carte di credito gli alert sulle transazioni effettuate.

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