Vodafone porta internet ai rifugiati. E carica i loro smartphone

Naviga SWZ: Home Page » Mobile
News del 23 Febbraio 16 Autore: Stefano Fossati
Negli ultimi due decenni, le nuove tecnologie hanno cambiato in maniera irreversibile le abitudini e le necessità di tutti. Anche dei rifugiati. Se un tempo i bisogni prima di questi ultimi erano rappresentati essenzialmente da un ricovero, cibo e abbigliamento, ora a queste necessità basiche se ne aggiunge un’altra, magari non vitale per la sopravvivenza ma comunque importante: internet. Che significa in primo luogo la possibilità di rimanere in contatto con le proprie famiglie a migliaia di chilometri di distanza e di avere informazioni sui Paesi d’origine dilaniati dai conflitti, ma anche di accedere a servizi e progetti educativi che possono favorire l’integrazione nei Paesi ospitanti.

Così, nel tourbillon di smartphone d’alta gamma che costano l’equivalente di un mese di stipendio di un giovane neoassunto, al Mobile World Congress di Barcellona la Fondazione Vodafone ha presentato due prodotti pensati invece per portare internet alle migliaia di profughi provenienti dalla Siria e dal Kenya nei Paesi in cui Vodafone opera. “A differenza di quanto accade in altre parti del mondo, molte famiglie di profughi che giungono in Europa hanno smartphone o telefoni cellulari avanzati ed esiste una crescente richiesta di energia elettrica”, spiega in una nota Oisin Walton, responsabile del programma Instant Network della Fondazione Vodafone. Per questo, la fondazione ha realizzato Instant Charge, un caricatore mobile portatile da esterni in grado di fornire energia a 66 dispositivi contemporaneamente, pensato per supportare il lavoro dell’UNHCR (l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati) in particolare nelle isole greche di Lesbo e Samos.

Il maxi-caricatore pesa 23 chili e ha l’aspetto di un grosso trolley per poter essere facilmente trasportato, richiede solo dieci minuti per essere messo in opera e può anche essere diviso in quattro moduli separati per evitare lunghe code in un unico luogo. Instant Charge può essere utilizzato in abbinamento a Instant Network Mini, un altro prodotto della Fondazione Vodafone già utilizzato in situazioni di crisi in Kenya e nelle Filippine: uno zaino contenente tutte le apparecchiature necessarie per offrire connessioni wi-fi in qualunque luogo.

Vodafone porta internet ai rifugiati. E carica i loro smartphone - immagine 1

L’altro progetto presentato a Barcellona dalla Fondazione Vodafone è un aggiornamento del progetto Instant Classroom presentato al MWC lo scorso anno, in sostanza un kit contenente 25 tablet al servizio del programma Instant Network Schools, che ha dato accesso all’educazione a 60mila giovani rifugiati nella regione del Dadaab in Kenya. La nuova generazione, chiamata Instant Classroom Lite, è pensata per classi scolastiche di grandi dimensioni all’interno dei campi profughi: pesa meno della metà rispetto a quello del 2015 e contiene un proiettore con relativo sistema audio, connettività 3G e 4G e un server portatile con precaricati contenuti educativi. Il sistema può essere alimentato a energia solare, tramite una normale presa elettrica o attraverso l’alimentazione a 12 volt fornita da un automezzo, ed è dotato di una batteria in grado di garantire fino a quattro ore di funzionamento. Anche l’Instant Classroom Lite può essere reso operativo in appena 10 minuti.

La Community di SWZone.it

La community con le risposte che cerchi ! Partecipa é gratis !
Iscrizione ForumIscriviti al Forum

Newsletter

Vuoi ricevere tutti gli aggiornamenti di SWZone direttamente via mail ?
Iscrizione NewsletterIscriviti alla Newsletter

News Collegate