Wi-fi in tutti i luoghi pubblici entro il 2020 negli Stati dell´Unione Europea

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News del 15 Settembre 16 Autore: Stefano Fossati
L´Unione europea rimanda le nuove norme sul roaming fra i Paesi membri ma intanto prepara un progetto per rivoluzionare le telecomunicazioni continentali e portare in tutti gli Stati Ue internet ad altissima velocità e le reti mobili 5G nel 2020, oltre a una riforma del copyright che darà agli editori più diritti sugli articoli pubblicati online e offrirà ai consumatori una maggiore scelta di film e musica. Il piano è stato presentato a Strasburgo dal vicepresidente della Commissione Ue al mercato digitale, Andrus Ansip, e dal commissario Guenther Oettinger. Peccato che continuerà a non essere consentito abbonarsi a servizi fuori dal proprio Paese: così dall´Italia, ad esempio, resterà impossibile accedere all´offerta di Netflix per la Gran Bretagna o la Francia.

Per raggiungere i nuovi obiettivi, la Commissione Ue ha presentato un nuovo Codice europeo per le comunicazioni elettroniche che rende gli investimenti più semplici, oltre a un piano per lo sviluppo delle reti 5G dal 2018, sulla base del quale scuole, università, ospedali, pubbliche amministrazioni, centri di ricerca, sistemi di trasporto e imprese dovrebbero avere accesso all´internet a banda ultralarga, con velocità di un gigabit al secondo. Previsto anche che tutte le famiglie, sia nelle città sia nelle zone isolate, siano connesse alla velocità minima in download di 100 Mbps.

Inoltre il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, nel suo discorso annuale sullo stato dell´Unione ha annunciato che nel giro dei prossimi quattro anni dovrà essere garantito il wi-fi gratuito in tutti i luoghi pubblici principali delle città europee, dai parchi ai palazzi delle istituzioni. Ma soprattutto, tutte le aree urbane e le principali direttrici stradali e ferroviarie dovranno avere una copertura 5G ininterrotta. Le reti 5G stesse dovranno essere disponibili a livello commerciale in almeno una grande città in ognuno dei Paesi Ue entro il 2020. Secondo la Commissione europea, questo quadro potrebbe determinare una crescita del PIL dell´Unione europea di 910 miliardi di euro e la creazione di 1,3 milioni di posti di lavoro entro il 2025, mentre il 5G da solo potrebbe crearne 2 milioni.

Wi-fi in tutti i luoghi pubblici entro il 2020 negli Stati dell´Unione Europea - immagine 1

Per quanto riguarda la riforma del copyright, le nuove regole comunitarie aiuteranno i distributori audiovisivi a trasmettere e rendere disponibili online film, serie tv e musica in tutti i paesi Ue in cui sono presenti, grazie a un nuovo sistema più semplice di negoziazione unica e collettiva dei diritti. Inoltre musei e istituzioni culturali godranno di agevolazioni per rendere disponibili a livello internazionale lavori ormai fuori commercio ma ancora protetti dai diritti d´autore. Le piattaforme come YouTube, invece, dovranno implementare sistemi che consentano di identificare se i video caricati online rispettino o meno il diritto d´autore, rimuovendoli se necessario.

Agli editori vengono riconosciuti i cosiddetto "diritti ancillari", come quelli di cui già godono i produttori cinematografici e musicali, potendo così contare su una maggiore forza negoziale per richiedere una remunerazione per gli articoli rilanciati o riutilizzati da motori di ricerca o aggregatori di notizie come Google News. Questo, almeno, in teoria: resta da capire se e quali editori avranno il coraggio di richiedere la rimozione dei loro contenuti da Google se quest´ultimo deciderà di non pagarli. A favore di artisti e autori sarà introdotto un meccanismo per aiutarli a negoziare con editori e produttori, che avranno l´obbligo di notificare loro i profitti realizzati grazie alle loro opere.

Rinviata invece la presentazione delle nuove regole sull´abolizione del roaming nell´Unione europea per evitare possibili abusi. La precedente proposta che fissava un limite minimo di 90 giorni di roaming gratuito è stata ritirata nei giorni scorsi dal Juncker dopo le proteste dell´opinione pubblica, alle quali le istituzioni europee avevano in precedenza promesso la totale abolizione dei costi aggiuntivi per le telefonate, i messaggi e la navigazione da rete mobile all´estero in tutti i Paesi membri.

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