WhatsApp: i prossimi aggiornamenti e i nostri dati

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News del 04 Novembre 15 Autore: Fabio
WhatsApp tiene conto di qualche dato (di troppo?) sulle telefonate degli utenti. Infatti, secondo uno studio delle Università di Brno e New Haven, la app di Facebook raccoglie i numeri chiamati e la durata delle conversazioni.

Data l’enorme diffusione della app di messaggistica (si conta circa un milardo di utenti attivi al mese su scala mondiale), i ricercatori hanno rilevato che le comunicazioni via WhatsApp possono essere usate nel corso di una indagine con produzione di informazioni e dati che hanno rilevanza forense. In particolare è stata testata la funzione relativa alle chiamate vocali inserita recentemente quale parte rivoluzionaria del client di messaggistica.

I dati che WhatsApp registra non sono affatto diversi rispetto a quelli che vengono immagazzinati dalle compagnie telefoniche, ma dal momento che la app utilizza il traffico Voip – quindi traffico internet – vengono fornite alcune informazioni aggiuntive quali, ad esempio, il proprio indirizzo Ip personale.

Ora è prematuro cedere a inutili e facili allarmismi: nella ricerca viene anche evidenziato che per ottenere in modo fraudolento questo tipo di dati, è necessario avere accesso sia ai dati sul dispositivo che al traffico di rete generato. Il dubbio che ci poniamo è sostanzialmente di altro tipo.

Facile estendere il pensiero alla mole di dati che viene quotidianamente macinata e registrata da Facebook, del cui ecosistema WhatsApp fa parte, immaginando la mole di dati raccolta dal social network in tutti i suoi rami.

Per ora i ricercatori hanno utilizzato un dispositivo con sistema operativo Android e prossimamente lo stesso tipo di ricerca verrà sviluppata anche per iOS e Windows Phone.

WhatsApp chiamate vocali privacy
Nel frattempo la versione beta per Android si aggiorna e presenta due novità sicuramente accolte positivamente dalla community.

La prima è la quick reply ai messaggi, ovvero la possibilità di rispondere alle chiamate in arrivo con un messaggio direttamente dalla notifica senza dover aprire la app e la seconda è per il sistema operativo iOS 9.1: dalle notifiche, la risposta rapida si può inviare trascinando in basso la notifica stessa.

Nel frattempo, in fase beta, si stanno testando alcune funzioni per contraddistinguere alcuni messaggi come preferiti in modo da ritrovarli in una sezione apposita e l’invio-ricezione di documenti compresi i PDF poi rintracciabili (ad esempio per i sistemi Android) in una cartella apposita.

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