Sharing e crowdsourcing: come creare supercomputer a costo zero per la ricerca

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Articolo del 14 Settembre 15 Autore:
Categoria: hardware
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Sfruttando i computer di migliaia di volontari è stato possibile grazie a un supercomputer virtuale creato da IBM, ove i volontari convogliano la potenza di elaborazione in eccesso dei loro dispositivi informatici, consentire agli scienziati di eseguire  simulazioni.

Lo studio condotto dai ricercatori sui nanotubi, un materiale che si mostra promettente per svariate tecnologie, è stato utilizzato per scoprire un fenomeno che potrebbe portare a una filtrazione più efficiente delle acque, con minori costi e minore impatto sull’ambiente.

Un équipe di ricercatori internazionali, guidata dagli scienziati dell’Università Tsinghua, ha intrapreso uno studio senza precedenti grazie ad un’enorme simulazione computazionale. Le simulazioni precedenti eseguite dalla comunità scientifica non erano riuscite a studiare il processo con una portata d’acqua realistica, perché ciò avrebbe richiesto una potenza di calcolo notevolmente più costosa di quella in genere disponibile.

I ricercatori guidati dal Center for Nano and Micro Mechanics presso l’Università Tsinghua di Pechino hanno eseguito vaste simulazioni utilizzando la potenza di elaborazione donata del World Community Grid che sfrutta i tre milioni di computer collegati di oltre 700.000 “cittadini-scienziati” volontari in tutto il mondo.

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