Un gioco per smartphone combatte la demenza

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News del 05 Maggio 16 Autore: Stefano Fossati
Un mobile game per diagnosticare la demenza. Lo hanno sviluppato i ricercatori della University College London e della University of East Anglia con il supporto del colosso delle telecomunicazioni Deutsche Telekom, della società specializzata in videogiochi Glitchers e di alcune organizzazioni attive nella lotta all’Alzheimer e alla demenza senile. Il gioco, scaricabile gratuitamente su Android e iOS, si chiama “Sea Hero Quest” (la ricerca dell’eroe del mare) e consiste in una serie di livelli tridimensionali: il modo in cui i giocatori si muovono negli ambienti 3D sul loro smartphone o tablet viene tracciato e inviato in forma anonima ai responsabili del progetto, che contano di ricavare informazioni preziose da questi dati.

Un gioco per smartphone combatte la demenza - immagine 1

Spesso, infatti, uno dei primi sintomi della demenza è la perdita della consapevolezza dello spazio. Il gioco consiste nel seguire un navigatore nel suo viaggio alla ricerca delle memorie del padre e nel combattere creature marine fantastiche. Il percorso seguito dai giocatori genererà una “mappa termica” che permetterà ai ricercatori di comprendere come generalmente le persone si muovono all’interno di ambienti 3D. A quel punto, nei pani degli scienziati, si potranno mettere a punto nuovi test diagnostici che permettano di identificare l’insorgenza della demenza nelle persone che, nel loro “percorso di gioco”, si allontanino dalla mappa tracciata dalla media degli altri giocatori.

Ogni utente di “Sea Hero Quest” può scegliere di rivelare alcuni dati come sesso, età e luogo di residenza, ma è sempre possibile giocare rimanendo totalmente anonimi. L’iniziativa potrebbe costituire la più grande fonte di dati nella storia della ricerca sulla demenza: grazie al videogioco, spiegano i ricercatori alla BBC, è stato finora possibile raccogliere dati utili con una velocità 150 volte maggiore rispetto ai tradizionali test di laboratorio. I responsabili del progetto prevedono di diffondere il prossino novembre i primi risultati della ricerca. In ogni caso, gli stessi ricercatori sottolineano che il gioco in sé non costituisce un test per la demenza.

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