Ubuntu abbandona il 32 bit

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News del 10 Luglio 16 Autore: Fabio Ferraro
Risale ai primi anni 2000 l’immissione, da parte di Intel e AMD, dei primi processori con architettura a 64 bit nei mercati consumer. Inizialmente giudicati con sospetto, negli anni hanno invece riscontrato un notevole successo, andando a sostituire, man mano, i processori i386 a 32 bit. Ad oggi, gli AMD64 sono installati nella maggior parte dei computer consumer, nonostante macchine più obsolete mantengano un processore con architettura a 32 bit. La presenza di due diverse architetture si è però tradotta in un forte dispendio di risorse da parte delle software house, costrette a rilasciare build diverse per sopperire ai bisogni di tutti i propri utenti.

Ubuntu abbandona il 32 bit - immagine 1

Sforzo che, però, molte aziende iniziano ad abbandonare. Infatti, nel mercato odierno è così esiguo il numero di macchine con architettura a 32 bit da portare ad un lento abbandono dei software dedicati a questi prodotti. Un esempio palese arriva da una delle aziende più importanti del settore informatico: Google. L’azienda di Mountain View ha infatti terminato il supporto per la versione a 32 bit di Chrome nella build per Linux. Un’altro colpo per gli utenti di una versione x86 di Linux arriva da una delle distribuzioni più utilizzate: Ubuntu. Infatti, come dichiarato dagli sviluppatori del sistema operativo, sono sempre meno frequenti le macchine non compatibili con le build a 64 bit, mentre sviluppare, testare e dare supporto ai prodotti a 32 bit risulta un enorme sforzo economico e di risorse umane. Per questo, dalla release 18.10, in uscita nel 2018, non sarà rilasciata alcuna build compatibile con architetture e software a 32 bit. Gli utenti dovranno quindi affidarsi alla virtualizzazione per poter lanciare software pensate per una tecnologia x86.

Ubuntu abbandona il 32 bit - immagine 2

Ma se per il completo abbandono delle release a 32 bit ci sarà tempo fino al 2018, per  16.10 non saranno rese disponibile le immagini del sistema x86, sia nelle versioni desktop che server.  Verrà però mantenuta la compatibilità con i software obsoleti. Le macchine che utilizzano una tecnologia a 32 bit stanno lentamente scomparendo dal mondo consumer e la perdita di progetti importanti, quali il supporto di Linux influenzerà ulteriormente l’abbandono a prodotti obsoleti.

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