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UberHop sperimenta il trasporto con gli autobus

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News del 15 Dicembre 15 Autore: Pinter
Uber sta testando a Seattle un sistema per coprire stabilmente alcune tratte cittadine con l’ausilio dei suoi autisti: si tratta, di fatto, di un servizio molto simile agli autobus pubblici dato che il tutto funzionerà grazie a punti di raccolta e di destinazione già stabili a priori.

Uber manifesta l’idea di competere con il trasporto pubblico anche se le intenzioni dichiarate fino ad ora affermano che l’azienda non era interessata ad un mercato simile: questo nuovo annuncio, però, sembra ora dimostrare il contrario, grazie anche all´esperimento di Roma che si sta avendo luogo proprio in questi giorni.

A Roma la “Linea U”, dal 10 al 24 dicembre attraverso un servizio di veicoli, collegherà tra loro nove fermate (non coperte da linee metro) scelte dai cittadini in base alle loro esigenze, ad un costo di 5€ a corsa. Quella che sembra una mossa di comunicazione potrebbe essere un tentativo per sondare il terreno e  il nuovo servizio in fase di test a Seattle potrebbe confermarlo.

L’azienda sostiene di voler “supportare le infrastrutture esistenti”, aiutando le persone che non abitano vicino alle metro o che devono percorrere tratti poco coperti dagli autobus. Quali reazioni potrebbe suscitare un servizio simile in Italia? È presto per dirlo, ma considerato il fatto che a luglio il Tribunale di Milano ha confermato il blocco di UberPop respingendo il reclamo della multinazionale, potrebbe non avere vita facile, anche perché per adesso il servizio verrà testato solo in USA.

UberHop sperimenta il trasporto con gli autobus - immagine 1

Come funziona? Un passeggero si reca ad una delle fermate indicate dalla mappa di UberHop, per ora in versione test a Seattle. Nello stesso luogo arrivano gli altri pendolari iscritti alla piattaforma, che richiede, per una corsa, 5 dollari. A quel punto arriva un autista di Uber con il suo pulmino, di dimensioni diverse a seconda dei prenotati. Il concetto è semplice: diverse persone che effettuano un percorso simile a quello degli altri, possono metter su, attraverso Uber, una rete di trasporto personalizzata, una sorta di pullman speciale che effettua le fermate richieste dai passeggeri, e coerenti con il percorso. Questo vuol dire che non è sempre possibile essere prelevati sotto casa e lasciati dinanzi all’ingresso dell’ufficio; come per le fermate pubbliche classiche, ci sarà bisogno di fare qualche metro a piedi, sia all’andata che al ritorno. Si perché UberHop ha orari di transito prestabiliti (anche se pensiamo che a seconda delle esigenze condivise dei pendolari si possano modificare): dalle 7 alle 10 el mattino e dalle 5 alle 8 del pomeriggio.

In sintesi, Uber potrebbe riuscire a ritagliarsi importanti spazi di agibilità in zone poco servite dal trasporto pubblico o dove esso non riesce a risolvere i problemi della popolazione; non si tratta di una mossa facile dal punto di vista dell’attaccabilità, ma di certo se giocata bene potrebbe avere ampio margine di manovra anche in Europa e il test che si sta compiendo a Roma in questi giorni lo testimonia appieno.

Nel frattempo, Uber sta testando anche un’altra feature a Chicago che ha come obiettivo quello di aiutare le persone a raggiungere il proprio luogo di lavoro: si tratta di un servizio pensato per i pendolari, esplicitato anche nel suo nome, “Commute”, e l’idea di sperimentarlo proprio a Chicago viene dal fatto che si tratta di una città che soffre molto la congestione del traffico, con 16,9 milioni di ore di tempo sprecato e una perdita di produttività di 418 milioni di dollari.
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Categoria: P2P e Web

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