Torneranno le lampade ad incandescenza?

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News del 13 Gennaio 16 Autore: Pinter
A volte ritornano: c’è una sorpresa per chi pensava che le vecchie lampadine a incandescenza fossero destinate a scomparire. Alcuni ricercatori del MIT, il Massachusetts Institute of Technology, hanno annunciato lunedì scorso di aver ideato un nuovo prototipo di lampadina ad incandescenza, che può arrivare ad un 40% di efficienza. Il costo medio annuo a lampadina è di circa 70 centesimi di euro.

Si tratta di una scoperta straordinaria che consente agli estimatori della luce calda creata da questo tipo di lampadine di recuperarne il fascino. Uno dei difetti che vengono attribuiti ai LED e alle lampadine fluorescenti, che negli ultimi anni hanno sostituito le vecchie lampadine, è proprio il carattere freddo della luce che emanano, che dà un aspetto completamente diverso alle stanze in cui vengono installate.

Non sarebbe però l’unico punto dolente: le lampadine fluorescenti ad esempio contengono mercurio, molto inquinante, e quindi, pur durando molti anni, a fine vita devono essere smaltite nei centri specializzati. Alcuni esperti come John Marshall, docente di Oftalmologia presso lo University College di Londra sostengono addirittura che la loro luce, come anche quella dei LED (che dispongono di una lunghezza d’onda maggiore), sarebbe nociva per l’occhio e a lungo andare danneggerebbe la retina come fanno i raggi ultravioletti con la pelle.

Ecco perché i LED hanno preso sempre di più il sopravvento in ogni ambito di applicazione, dalle case alle automobili, ma forse questa nuova scoperta da parte del MIT potrebbe bilanciare gli equilibri. Sostanzialmente, il gruppo di ricercatori, ha avvolto il filamento della lampadina in un filtro cristallino di nuova generazione che non solo garantisce una buona filtrazione della luce, ma riflette i raggi infrarossi verso il filamento.

Recuperare quindi le vecchie lampadine avrebbe non solo una valenza vintage, ma anche di risparmio energetico e di salute. Il prototipo creato dal MIT riesce ad avvicinarsi molto alle prestazioni di LED e lampadine fluorescenti, che hanno un 14% di efficienza, riuscendo anche a superare tali livelli. Si prevede che potranno arrivare ad un 40%.

Torneranno le lampade ad incandescenza? - immagine 1

Un bel salto se si pensa che per come erano realizzate prima la loro efficienza si fermava ad un 5%. Il 95% dell’energia veniva dispersa come calore all’esterno, sotto forma di radiazione infrarossa invisibile.

È proprio su questa che gli scienziati del MIT hanno agito per migliorare la tecnologia di queste lampadine: hanno posto un cristallo, all’esterno del filo di tungsteno (che arriva a 2.700 gradi Celsius di temperatura).
La luce bianca che rientra nello spettro visibile riesce a passare attraverso il cristallo, mentre la luce infrarossa vi rimane intrappolata e va a riscaldare ulteriormente il filo che in tal modo produce anche più luce.

Il rimbalzo degli infrarossi al cuore della lampadina permette al filamento di bruciare più intensamente, con il risultato di sprigionare più luce. Contemporaneamente, evitando lo spreco di calore, viene garantito un minore assorbimento elettrico della lampadina. Questa nuova generazione di lampadine incandescenti potrebbe essere campione d´efficienza e rivaleggiare con i LED - il MIT sostiene che i primi prototipi hanno un´efficienza paragonabile - ma per il momento è bene tenere a bada l´entusiasmo.

I ricercatori hanno affermato che la strada è ancora lunga e che trovare il bilanciamento ideale tra efficienza, longevità e costi della lampadina incandescente 2.0 potrebbe richiedere ancora molto tempo.

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