TomTom, ecco come funziona l’app che segnala gli autovelox

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News del 24 Luglio 16 Autore: Stefano Fossati
Qualche anno fa non viaggiavo mai in auto senza il mio fido navigatore Gps TomTom: oltre a trovare la strada, era indispensabile per localizzare gli autovelox, perché i limiti di velocità vanno sempre rispettati, certo, ma un attimo di distrazione può costare caro. Per il mio TomTom avevo comprato la mappa di tutta Europa, scaricavo regolarmente gli aggiornamenti (sia per le mappe sia per gli autovelox), fino a quando non è stato dimenticato in fondo a un cassetto. E’ infatti iniziata l’era degli smartphone, con “di serie” le loro brave Google Maps e il vantaggio di essere meno ingombranti, oltre che di non dover essere ricordati prima di ogni partenza (lo smartphone lo si porta sempre in tasca).

Tutto bene per la ricerca di strade e itinerari, però c’è il problema che Google Maps (così come le altre app di mappe per smartphone) non segnala gli autovelox e i tutor. Ovviamente, però, c’è sempre un’app anche per questo. Anzi, più di una. L’ultima che ho provato in ordine di tempo è firmata proprio TomTom: quasi un ritorno alle origini, dunque. TomTom Autovelox è disponibile per Android e iOS (io ho provato la prima, ma la versione per iPhone non dovrebbe presentare grandi differenze) e devo dire che fa bene ciò che deve fare: segnalare autovelox fissi e tutor, appunto, ma anche impianti semaforici sorvegliati da fotocamera (peraltro passare con il rosso non è mai una buona idea, anche senza fotocamera…) e tratti in cui sono abitualmente segnalati autovelox mobili posizionati dalle forze dell’ordine.

TomTom, ecco come funziona l’app che segnala gli autovelox - immagine 1

L’app si affida infatti anche alla community dei suoi utenti (lo scorso novembre la società ne dichiarava 4,6 milioni), che possono segnalare eventuali autovelox non inclusi nel database dell’app semplicemente cliccando sul tasto “Segnala autovelox”. Durante le prove effettuate i “falsi allarmi” sono stati quasi inesistenti. L’app permette di visualizzare la propria posizione sulla mappa interna e indica sempre la nostra velocità affiancata dalla velocità massima consentita sulla strada che si sta percorrendo; una quindicina di secondi (personalizzabili) prima di un autovelox (o postazione tutor o semaforo controllato…) emette un suono e visualizza chiaramente la distanza che ci separa dal “pericolo”, la velocità attuale e quella consentita: a meno di non correre a 200 all’ora, c’è abbastanza margine per non “inchiodare”.

Ma soprattutto ho apprezzato la modalità “sovraimpressione”, che consente di utilizzare TomTom Autovelox in contemporanea con altre app, come appunto Google Maps (che l’app di TomTom non può sostituire per la navigazione): un’accoppiata da tenere presente per ogni viaggio in auto. Un difetto? Ovvio, lo schermo sempre acceso si “mangia” la batteria che è un piacere: sempre meglio tenere collegato lo smartphone alla presa dell’accendisigari.

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