TeslaCrypt: redenzione?

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News del 20 Maggio 16 Autore: Fabio Ferraro
I ransomware, da qualche anno a questa parte, fanno tremare gli utenti Web. Arrivano principalmente come allegato di una mail e una volta avviati, criptano i documenti presenti sulla macchina infetta, inibendone l’accesso. Vengono quindi presi in ostaggio foto, documenti, file audio e video e tutto ciò che riguarda la sfera personale e/o professionale di un utente. L’unico modo per ritornare in possesso dei propri file (almeno secondo gli sviluppatori dei software malevoli) è  il pagamento di un riscatto.

Tramite i ransomware, quindi, gli hacker attuano una vera e propria estorsione, attaccando i dati sensibili di un utente che, se non disposto a pagare, rischia di perdere ricordi, documenti importanti o anche, anni di lavoro. Sarà forse a causa del senso di colpa che gli sviluppatori di TeslaCrypt hanno rilasciato la master encryption key, essenziale per creare un tool in grado di decriptare i file presenti in una macchina infetta.

TeslaCrypt: redenzione? - immagine 1

TeslaCrypt è, o per meglio dire è stato, uno dei ransomware più pericolosi in mondo, capace di infettare milioni di computer. L’ultima versione di questo ransomware si è diffusa fra la fine del 2015 e inizio 2016 ma, negli ultimi mesi, il suo sviluppo sembrava arrivato ad un punto di blocco. Approfittando di questo, uno dei ricercatori di ESET, azienda dedita alla sicurezza informatica, ha contattato tramite il sito di “assistenza alle vittime” di TeslaCrypt gli sviluppatori, fingendosi una vittima disperata e chiedendo un modo per riottenere i file. Con grande sorpresa, la risposta a questa richiesta è stata la chiave universale per permettere di decriptare i dati. Grazie a questa informazione, il team di Eset è riuscita in poco tempo a creare un tool in grado di recuperare i file infetti dal ransomware, con estensione ttt, xxx, micro e mp3. Potrete scaricare il tool seguendo questo link_per_Tesla_ESET .

TeslaCrypt: redenzione? - immagine 2

I motivi che hanno portato a questo comportamento da parte degli sviluppatori di Teslacrypt sono oscuri ma fioccano le ipotesi: c’è chi pensa ad un pentimento e un tentativo di redenzione, o chi crede ad un forte litigio nel team che ha creato il ransomware. I più pessimisti pensano alla classica quiete prima della tempesta, temendo un malware ancora più pericoloso di TeslaCrypt. L’unica cosa certa è la possibilità, da parte di molti utenti, di poter riaccedere ai propri file. Finalmente una buona notizia.
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Categoria: Windows

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