Tesla, le autorità Usa indagano sul primo incidente mortale per un’auto a guida autonoma

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News del 04 Luglio 16 Autore: Stefano Fossati
Le autorità statunitensi hanno aperto un’indagine su quello che appare essere il primo incidente mortale che ha coinvolto un veicolo a guida semiautonoma. La tragedia risale allo scorso maggio, quando il conducente di una Tesla Model S è morto in seguito all’impatto con un camion su una strada della Florida.

Sotto la lente degli investigatori è finito il sistema Autopilot di Tesla, in grado di gestire autonomamente i cambi di corsia e di reagire ai movimenti del traffico circostante. In una nota, la casa automobilistica californiana fa sapere che il sistema non è stato in grado di riconoscere il fianco bianco del rimorchio del camion sullo sfondo del cielo illuminato, aggiungendo che l’incidente ha comportato una “tragica perdita”.

La vittima, che si trovava alla guida dell’auto elettrica, si chiamava Joshua Brown, 40 anni; illeso invece l’autista dell’autoarticolato. Lo stesso Brown aveva in precedenza pubblicato su YouTube un video registrato dalla telecamera montata a bordo della sua Tesla, in cui si vede la vettura sterzare vistosamente per evitare l’impatto proprio con un camion che transita nella corsia vicina. “Il pilota automatico della Tesla Model S – scrisse l’uomo in quell’occasione – ha salvato autonomamente l’auto dalla collisione laterale con un’autogru”, aggiungendo che la Tesla, “la migliore auto che abbia mai avuto”, ha fatto “molte, molte cose stupefacenti, ma questa è una delle cose più interessanti registrate dalla camera di bordo”.



Un mese più tardi, purtroppo, il sistema automatico della vettura non si è rivelato altrettanto efficace. Nel comunicato, la casa sottolinea che le auto dotate di questa tecnologia hanno percorso fino a oggi 210 milioni di chilometri in sicurezza e parla di una rara combinazione di fattori che avrebbe determinato l’incidente. Del resto, quando lo scorso ottobre Tesla rese disponibile il sistema Autopilot, il CEO dell’azienda Elon Musk sottolineò la necessità di usare la nuova tecnologia con cautela e che il conducente non avrebbe dovuto abdicare alla propria responsabilità, aggiungendo che il sistema era ancora in una fase di beta pubblica. Per quanto Autopilot sia programmato per verificare con una certa frequenza che il guidatore tenga le mani sul volante, è comunque poco rassicurante sentire parlare di “beta pubblica” a proposito di una tecnologia legata alla sicurezza di un’auto circolante su strade pubbliche.

Sarà comunque la NHTSA, l’autorità sulla sicurezza delle autostrade degli Stati Uniti, ad accertare se il sistema di guida assistita ha funzionato a dovere. Ma la tragedia potrebbe gettare più di un’ombra sulle tecnologie di guida autonoma in corso di sperimentazione da parte di diverse aziende automobilistiche e tecnologiche, proprio nel momento in cui i legislatori di mezzo mondo discutono della possibilità di autorizzare la circolazione su strada di questi veicoli.

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