Tesla, ennesimo incidente causato dall’Autopilot: “Gli automobilisti non lo usano correttamente”

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News del 14 Luglio 16 Autore: Stefano Fossati
Tre indizi probabilmente non fanno una prova, però alimentano pesantemente i sospetti. Già, perché una terza Tesla è stata coinvolta in un incidente in due mesi negli Stati Uniti, e per la terza volta i sospetti si concentrano sull’Autopilot, la funzionalità di guida assistita di cui sono dotate dallo scorso ottobre le auto elettriche della casa californiana.

Questa volta è successo nei pressi di Cardwell, in Montana, dove una Tesla Model X ha urtato un guard rail in legno a causa di una sterzata. Fortunatamente, stando a quanto riportato dalla Cnn, né il guidatore né il passeggero hanno riportato danni, mentre il veicolo ha perso una ruota nell’impatto. La casa ha ammesso che, al momento dell’incidente, l’Autopilot era abilitato, ma ancora una volta ha sottolineato che la funzionalità non sarebbe stata usata correttamente.

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Un portavoce di Tesla ha infatti riferito che, in base ai dati telemetrici ricevuti dalla società, l’auto transitava poco dopo mezzanotte su una strada di montagna priva di spartitraffico e che le mani del conducente probabilmente non erano sul volante, dal momento che non è stata rilevata alcuna pressione sullo stesso per oltre due minuti. Questo – ha proseguito il rappresentante della casa – “è contrario ai termini di utilizzo che vengono accettati dall’utente nel momento in cui abilita la funzione”, quando vengono notificati sul display di bordo. Tesla sottolinea infatti che, quando le condizioni della strada si fanno più difficili, il sistema torna ad avvertire il guidatore della necessità di mettere le mani sul volante, cosa che non sarebbe avvenuta poco prima dell’incidente avvenuto in Montana.

Da parte sua il conducente, identificatosi come mr. Pang, avrebbe detto alla polizia che l’alert mostrato sul display dell’auto era in inglese, mentre lui parla soltanto mandarino. In ogni caso le autorità statunitensi sulla sicurezza stradale hanno aperto un’indagine anche su questo nuovo sinistro che ha visto protagonista una Tesla. Non solo: la US Security and Exchange Commission sta a sua volta cercando di appurare perché la casa abbia rivelato pubblicamente soltanto il 30 giugno, 54 giorni dopo l’accaduto, l’incidente che in Florida è costato la vita a un 40enne alla guida della sua Tesla Model S. Anche perché, proprio in quel periodo, la società ha raccolto nuovi finanziamenti dagli investitori.

Elon Musk, CEO di Tesla, si difende dicendo di non essere stato al corrente dell’incidente al momento del giro di finanziamenti. Il manager ha comunque escluso che la casa possa disabilitare l’Autopilot dopo gli incidenti (un altro, avvenuto nei giorni scorsi in Pennsylvania, aveva provocato il ferimento di due persone), annunciando piuttosto che la società potrebbe pubblicare un blog per rimarcare come gli automobilisti dovrebbero utilizzare correttamente questa tecnologia.

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