Terrorismo, Francia e Germania vogliono ‘controllare’ Whatsapp e Telegram

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News del 24 Agosto 16 Autore: Stefano Fossati
I messaggi criptati sulle piattaforme di chat come Whatsapp o Facebook Messenger potrebbero non essere più inaccessibili alle autorità. Questo almeno è quanto chiedono Francia e Germania all’Unione europea, con l’obiettivo di fornire alle intelligence maggiori strumenti nella lotta al terrorismo. Non a caso, la richiesta arriva da due degli Stati membri dell’Ue che maggiormente sono stati colpiti nell’ultimo anno e mezzo da attacchi riconducibili all’Isis, che hanno provocato centinaia di vittime. Ed è risaputo che i terroristi utilizzano frequentemente le app di messaggistica per comunicare fra loro.

Buona parte di queste applicazioni – come iMessage di Apple e Telegram, oltre alle già citate Whatsapp e Messenger di Facebook – hanno adottato complesse tecnologie di cifratura dei messaggi scambiati sulle loro piattaforme per impedire a eventuali hacker, ma anche alle autorità statali, di “spiare” le conversazioni degli utenti. Mettendo però al sicuro anche i criminali da possibili intercettazioni.

Terrorismo, Francia e Germania vogliono ‘controllare’ Whatsapp e Telegram - immagine 1

Per questo il ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, chiede all’Unione Europea di mettere a punto una legge che possa obbligare i provider a fornire i dati su richiesta delle autorità: “Si tratta di una questione centrale nella lotta al terrorismo”, spiega, aggiungendo che le conversazioni transitate su applicazioni come Telegram devono essere identificate e utilizzate nel corso di un procedimento giudiziario.

Anche in altri Paesi occidentali, in particolare Stati Uniti e Gran Bretagna, da tempo si alzano voci che chiedono la realizzazione di “backdoor” nella crittografia di queste applicazioni accessibili a governi e agenzie di sicurezza. Posizioni criticate da molti esperti e anche da esponenti degli stessi governi, che sostengono l’assoluta inviolabilità della privacy dei cittadini anche nei confronti delle autorità nazionali. Solo poche settimane fa Giovanni Buttarelli, Garante europeo sulla protezione dei dati, in un report ha rimarcato che agli Stati dovrebbe essere proibito ogni tentativo di decrittare le comunicazioni criptate, aggiungendo che la crittografia end-to-end dovrebbe anzi essere incoraggiata e, se necessario, imposta.
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Categoria: P2P e Web

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