Sullo smartphone la storia del formaggio che stai mangiando, dalla mungitura al negozio

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News del 13 Maggio 16 Autore: Stefano Fossati
Da oggi Google Earth ti mostra dove è stata munta la mucca da cui proviene il latte utilizzato per produrre il formaggio che stai mangiando. E anche dove è stato trasformato e confezionato, oltre al percorso fatto per arrivare nel negozio in cui lo hai comprato. Insomma, tutta la "filiera" del prodotto grazie a un nuovo sistema di tracciabilità certificata basato sui codici QR.

Sullo smartphone la storia del formaggio che stai mangiando, dalla mungitura al negozio - immagine 1

Una volta acquistato il formaggio (anzi, nei supermercati sarà possibile anche prima dell´acquisto, se proprio non ci fidiamo...), basta infatti leggere il QR code con lo smartphone per visualizzare su Google Earth la mappa di provenienza degli ingredienti, i luoghi di produzione e la spedizione, accompagnata da una serie di indicazioni aggiuntive, ad esempio, sui metodi utilizzati per il confezionamento. La nuova "etichetta di filiera", chiesta da tempo dalle associazioni dei consumatori italiane e anche dai coltivatori, viene portata al debutto da Brazzale, azienda che produce formaggi e burro dal 1784 (è la più antica azienda familiare italiana del settore lattiero caseario) che, partita dall´Altopiano di Asiago, oggi connta sei stabilimenti sparsi in tutto il mondo (Italia, Repubblica Ceca, Brasile e Cina) con oltre 700 dipendenti.

Oltre alla mappa, puntando lo smartphone su formaggi come il Gran Moravia e il Provolone o sul burro si potranno visualizzare video che illustrano il paesaggio, il bestiame, le stalle, la lavorazione e la stagionatura, una galleria fotografica relativa alla filiera e informazioni riguardanti gli aspetti più importanti della filiera, incluse ricette e notizie di eventi, ma anche delle brevi clip con i consigli del nutrizionista Pier Luigi Rossi.

Sullo smartphone la storia del formaggio che stai mangiando, dalla mungitura al negozio - immagine 2

L’adozione dell’etichetta di filiera e del relativo sistema di tracciamento geolocalizzato non è imposta al momento da alcuna normativa né italiana né comunitaria ma è stata scelta volontariamente dal gruppo veneto, è probabile che altre aziende alimentari adottino il sistema anche in altri ambiti, dalla salumeria all’ortofrutticolo.

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