OpParis, ecco cos´è nel dettaglio l´azione di Anonymous

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Articolo del 17 Novembre 15 Autore: Jone Pierantonio
Si chiama OpParis ed è lo standup mondiale dell’hacktivismo contro l’Isis. Dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi, Anonymous – e non solo – ha deciso di dichiarare guerra cibernetica al così detto Califfato, come fa oramai di consueto da più di un anno, a guidare l’azione sono gli italiani.
Tra le variegate schiere dell’hacktivismo online troviamo anche pirati, chiamati così per distinguere loro stessi dai cyberattivisti. I pirati, differenti da Anonymous,  mettono a disposizione le loro competenze informatiche per dare la caccia al terrorismo.

OpParis, ecco cos´è nel dettaglio l´azione di Anonymous - immagine 1
Anonymous contro l’Isis

La legione cibernetica si schiera come al solito e pochi minuti dopo la strage che ha impaurito e shockato il mondo, dà vita all’operazione Paris, seguito di OpIsis, nata ad agosto 2014 e che non aveva avuto grande successo.

La OpIsis era poi sfociata in OpCherlieHebdo, dopo gli attentati al magazine omonimo in cui 14 persone hanno perso la vita, l’azione di Anonymous ha avuto il boom, sia mediatico, ricevendo consensi dai simpatizzanti del cyberattivismo e rilevanza nelle notizia mondiali, sia un silenzio – anomalo – da parte dei governi.  

Un mese dopo la CharlieHebdo diviene OpIceIsis. Le azioni non si sono mai fermate durante il corso di questi mesi, ma il lavoro di Anonymous nello stanare i jihadisti online è stato molto silenzioso, fino al 13 novembre, giorno in cui il mondo ha tremato di terrore e orrore per i 129 morti della capitale francese.

Riprende così, nei meandri del cyberspazio la caccia rumorosa ai terroristi. Ovviamente quello di Anonymous è un lavoro di tracciare i profili Twitter, i siti e gli account Facebook simpatizzanti e propagandistici della Jihad.
L’intento dei  cyberattivisti è quello di spazzar via da internet ogni forma di propaganda jihadista, in modo che i terroristi non possano più passare informazioni e che non possano più inneggiare all’odio e spargerlo attraverso la rete.
Siamo nei meandri delle reti IRC (Internet Relay Chat, vecchio metodo di chattare risalente agli anno ’80 e che Anonymous sfrutta tutt’ora data la potenzialità di essere in più utenti in un’unica chatroom, detta stanza, o canale), sul grande server AnonOps, nel canale omonimo della operazione che è arrivato a contare 450 utenti da ogni parte del mondo.

Fino ad ora i siti segnalati e da scansionare sono oltre 200, mentre gli account superano le migliaia.

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